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Südtirol – Alto Adige: escursione nelle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità

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Non chiedetevi cosa renda le Dolomiti uniche, non cercate il dettaglio che ha conquistato scrittori ed artisti, non date ascolto agli affascinanti racconti degli alpinisti che le hanno scalate: ma avvicinatevi a queste montagne con lo sguardo attento di un bambino, cogliete forme e colori, accarezzate la roccia, percorrete i sentieri ed immergetevi nella magia dei boschi: vi si svelerà così una storia lunga più di 20 milioni di anni, che ad ognuno si rivela in modo unico e originale.

Pensare che le Dolomiti fossero un tempo sommerse dal mare e che siano nate da accumuli di conchiglie, coralli, alghe calcaree e grazie al contributo di spaventose eruzioni vulcaniche aggiunge suggestione al racconto che di queste montagne si può fare. I leggendari “Monti Pallidi” – altro nome con cui queste montagne sono note – sono stati protagonisti di vicende storiche, culla di culture differenti che si sono scontrate ed incontrate, custodi di un patrimonio floristico e faunistico unico.

Le valli che solcano le Dolomiti, i passi che traghettano da un versante all’altro, le alte cime che sembrano toccare il cielo, il contrasto tra i pascoli rigogliosi e le distese brulle e pietrose si combinano in mille modi differenti, offrendo agli escursionisti sempre nuove occasioni di meraviglia.

Le famiglie con bambini, gli escursionisti solitari e gli sportivi più allenati le trovano tutti nelle Dolomiti la possibilità di vivere momenti memorabili. Le pagine più antiche della storia di queste montagne sono custodite nella roccia, mentre le tante specie vegetali ed animali danno vita ad uno spettacolo che muta con le stagioni e con lo scorrere delle lancette. L’indubbia bellezza e il grande interesse geologico hanno portato l’UNESCO a riconoscere le Dolomiti come Patrimonio Mondiale, onorando così le meraviglie della natura e, allo stesso tempo, le genti che tra questi monti hanno trovato casa ed imparato a vivere in simbiosi con un ambiente anche selvaggio.

Con i “Ranger” alla scoperta delle Dolomiti

L’Alto Adige è conosciuto come terra di grande bellezza ed ospitalità, che si apre a chi vuol conoscerla con innumerevoli possibilità ed iniziative durante tutto l’anno. Scorci da cartolina, luoghi che hanno ispirato antiche leggende, aree incontaminate e paesaggi sapientemente “addomesticati” infondono a chi li visita tanto pace e serenità quanto voglia di nuove scoperte ed emozioni.

Un’occasione unica per scoprire da vicino i Monti Pallidi la offre il programma Dolomiti Ranger, che propone visite guidate e laboratori condotti da naturalisti qualificati nei quattro parchi naturali: Tre Cime, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle e Sciliar-Catinaccio. Durante le attività, adulti e bambini dai 7 ai 12 anni potranno entrare da protagonisti in ciò che spesso è possibile vedere solo nei documentari. Osservare camosci, cervi e stambecchi muoversi nel loro habitat naturale, vedere con quanta cura gli uccelli costruiscono i loro nidi ed imparare a seguire le tracce lasciate dagli animali sono esperienze impagabili. I tanti stimoli che la natura ci offre e la maestosità delle cime dolomitiche permette ai bambini di ritrovare giocando il contatto con un ambiente tanto naturale quanto, spesso, distante dalla nostra quotidianità.

Lo spettacolo delle dolomiti varia di ora in ora, dicevamo, e le escursioni con i “ranger” seguono questa evoluzione: il giorno svela il variopinto spettacolo di fiori e piante, mentre l’alba e il tramonto tingono del caratteristico rosso-rosa la roccia dolomitica. Il buio affina i sensi svelandoci un mondo che proprio sotto il cielo stellato si risveglia e vede uccelli e animali notturni in grande attività.

L’osservazione del paesaggio offre ai bambini la possibilità di vivere esperienze uniche e l’occasione per sviluppare sensibilità ed attenzione nei confronti della natura.

La scoperta dei fossili e della storia geologica delle Dolomiti rende attuale un passato remoto, educa al rispetto di ciò che ci circonda, ci lega a chi ci ha preceduto e a chi verrà dopo di noi.

Tutte le esperienze del programma “Dolomiti Ranger” si svolgono durante i mesi estivi e hanno come punto di partenza i centri visite dei Parchi naturali dell’Alto Adige.

Oltre al divertimento della scoperta e ad un’infinità di bei ricordi, gli esploratori più diligenti potranno mettere nel loro zaino il diploma di “Dolomiti Ranger”: una grande conquista per i piccoli esploratori! Per approfondimenti e informazioni: www.suedtirol.info/dolomitiranger

Dolomites: quando le montagne parlano ladino

MasterTravelPhotography

La grande diversità di specie vegetali, la particolarità delle formazioni geologiche e l’abbondanza di specchi d’acqua rendono il Parco naturale Fanes-Senes-Braies un’attrazione tutta da scoprire, sia con il trekking che in mountain bike. Da visitare assolutamente sono l’alpe di “Fanes”, con il suo anfiteatro roccioso detto il “parlamento delle marmotte”, ed il Nature Park House di San Vigilio, che offre un interessante quadro sulla formazione delle Dolomiti.

Ben due buone occasioni per conoscere la storia e la cultura del popolo ladino le offre il paese di San Martino in Badia, sede di due importanti istituzioni: Il Museo Ladino “Ćiastel de Tor” e l’Istituto Ladino “Micurà de Rü”. Ospitato in una torre abitativa risalente all’XIII secolo, il museo illustra le più salienti vicende della storia dei Ladini, evidenziando come le tradizioni di questa gente si intreccino strettamente con l’ambiente naturale che li circonda.

L’Istituto Ladino “Micurà de Rü” si occupa invece della tutela e della diffusione della lingua e della cultura ladina, producendo pubblicazioni che riguardano la lingua, il territorio e le tradizioni di questo popolo. Da non perdere è anche Longiarù, pittoresca frazione di San Martino premiata nel 2017 come “villaggio degli alpinisti”.

A rendere ancora più gradevole la scoperta della cultura ladina, annotatevelo, c’è una solida e gustosa tradizione gastronomica che ha saputo sfruttare al meglio i pochi ingredienti che l’ambiente alpino permetteva di coltivare.

Di pietanze saporite come le “turtres” o il “grestl”, oppure dolci come le “furtaies” e la “jüfa” che poi, è più facile impararne la pronuncia che smettere di mangiarli… Per approfondimenti e informazioni: www.sanvigilio.com

La Val di Funes: meraviglia per gli occhi, gioia per il palato

Foto Clickalps

La piccola Val di Funes, nel territorio del Parco naturale Puez-Odle, riserva a chi la visita grandi soddisfazioni. Una natura incontaminata, la spettacolare vista sulle Odle e le tante malghe garantiscono agli escursionisti momenti indimenticabili. Se al piacere del camminare si vuole unire quello del gustare, il “percorso dei sapori in Val di Funes” farà scoprire il territorio e le sue delizie.

L’itinerario si snoda lungo un percorso circolare di 16 chilometri, che tocca ben otto tra rifugi e malghe contrassegnati da uno speciale logo. Tra le varie tappe vale la pena ricordarne alcune che con le loro prelibatezze ripagano presto da ogni fatica. La malga e caseificio Kaserill propone due specialità immancabili nella tipica “Marende” altoatesina, ovvero il formaggio e lo speck; mentre ai più golosi riserva yogurt, torte e lo squisito “Kaiserschmarren”, la “frittata dell’Imperatore”. Alla malga Gampen, di proprietà di una famiglia di cacciatori da generazioni, si gustano saporiti piatti a base di selvaggina, che fanno la gioia dei buongustai.

La malga di Casnago, nella quale l’alpinista Reinhold Messner trascorreva le sue estati da bambino, è il posto ideale in cui gustare specialità a base di grano saraceno, una ghiotta varietà di canederli – allo speck, agli spinaci e alle ortiche – e dolci irresistibili. Il rifugio delle Odle propone specialità della Val di Funes come la gustosa carne di bovini di razza “Grigio Alpina” – che deve il suo sapore particolare alla transumanza nei pascoli alpini – e di “Villnösser Brillenschaf”, che alla lettera significa “pecora con gli occhiali della Val di Funes”. Quest’ultima, riconosciuta presidio Slow Food, fornisce carni dal sapore delicato e lana pregiata, ed è stata recentemente strappata all’estinzione grazie all’impegno di alcuni tenaci allevatori della valle. Per approfondimenti e informazioni: www.villnoess.com

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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