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Trekking tra i rifugi del Trentino

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Per gli appassionati di escursionismo ogni stagione ha il suo fascino, le sue motivazioni e le sue mete. C’è però un periodo magico e atteso nel corso dell’anno nel quale i giorni lunghi e il clima mite aprono le porte dell’alta montagna. È il tempo del trekking, il tempo in cui le terre alte, finalmente, non sono più solo l’avventura di un giorno, ma diventano scenario di vita quotidiana.

Svegliarsi all’alba, camminare, raggiungere la meta della tappa, cenare in compagnia degli amici, contemplare la notte e poi andare a dormire. E domani uguale. Niente di più semplice, niente di più bello: “summertime and the livin is easy”!

In questi giorni di vita ad alta quota ci sono luoghi a cui l’escursionista può dare il nome di casa: sono i rifugi alpini.

Il rifugio è una casa dove non manca mai l’accoglienza, quella vera, quella delle cose semplici ed essenziali: un tetto sulla testa e il calore di una stufa quando fuori il tempo non è proprio “da cartolina”, una zuppa calda e tavoli di lego attorno ai quali si raccontano storie e si condividono esperienze.

In Trentino i rifugi segnano le tappe di tanti viaggi attraverso altrettanti mondi differenti.

Rif. Pradidali (interno) ©Trentino T. Forin

Ci sono mondi di ghiaccio e granito e cime che superano abbondantemente i 3000 metri di quota, come l’Adamello, la Presanella o il Cevedale, cui fanno da controcanto i pendii verdi e dolci delle Alpi della Val di Non.

Ci sono montagne che sono montagne vere eppure quasi “domestiche”, come quelle del gruppo della Paganella, “affacciato” sui tetti delle case di Trento, o il Monte Baldo, balcone a strapiombo sul Garda, da cui lo sguardo corre attraverso la pianura fino ai profili azzurri dell’Appennino.

C’è quel circo di torri megalitiche che è il Brenta, unico a ovest dell’Adige a portare il nome di Dolomiti.

Poi ci sono le creste colorate del Lagorai, dove le montagne trentine svelano il tavolato durissimo di rocce basaltiche, forgiate nel fuoco dei vulcani, che regge dalle profondità della terra l’incanto aereo delle Dolomiti tutte.

Trek Pale di San Martino © Trentino – T. Brunner

Quelle poi, le Dolomiti, sono a loro volta un universo di gruppi e sottogruppi. Sella, Marmolada, Pale di San Martino, Catinaccio, Latemar, LagoraiPasubio e Piccole Dolomiti, sono membri di una stessa famiglia, ma ognuno ha un suo volto inconfondibile e una sua storia.

Tante mete da visitare, tanti rifugi dove fare tappa, che forse non basterebbe una vita… Fare una selezione non si può! Le proposte che vi facciamo qui di seguito prendetele piuttosto come un aperitivo, un assaggio delle infinite emozioni d’alta quota che potrete vivere fra le montagne trentine.

Giro dei rifugi delle Dolomiti di Brenta

Verso il Rif Tuckett © Trentino – D. Lira

Casinei, Tuckett e Brentei sono i nomi di alcuni dei più conosciuti rifugi del Brenta. Li si può collegare con un percorso ad anello che è quasi un pellegrinaggio nel cuore di uno dei più maestosi gruppi dolomitici, al cospetto di guglie e pareti sulle quali è stata scritta la storia dell’alpinismo. Il Castelletto, con la sua mole incombente sopra il rifugio Tuckett, il Crozzon di Brenta e la Tosa, vere e proprie muraglie che chiudono l’orizzonte del rifugio Brentei, sono icone del paesaggio alpino, conosciute in tutto il mondo.

Il percorso regala anche passaggi decisamente aerei ed emozionanti, ma sempre ben attrezzati con cavi di sicurezza, ed è sicuramente alla portata di escursionisti con un discreto libello allenamento ed esperienza su sentieri di montagna.

Chi non disdegna il brivido del vuoto e ha dimestichezza con le attrezzature per la progressione su via ferrata, apprezzerà sicuramente le varianti più tecniche dell’itinerario, come il Sentiero attrezzato SOSAT, che dal rifugio Tuckett porta al Brentei o le Bocchette Centrali, panoramicissimo percorso fra cenge e pareti, che collega il Brentei con il rifugio Alimonta.

Il Rifugio XII apostoli e la Val d’Algone

Rif XII Apostoli 2 © Trentino – P. Geminiani

Un trekking per chi ama la montagna selvaggia. La Val d’Algone ha una posizione un po’ “defilata” nella geografia del Parco Naturale Adamello Brenta e forse anche per questo ha mantenuto intatto quel fascino che conquistò Douglas William Freshfield, uno degli esploratori ottocenteschi delle Dolomiti, che di lei scrisse senza troppi giri di parole: “Non esiste posto più bello!”.

Percorrerla oggi significa intraprendere un viaggio nella storia geologica del territorio e scoprire le testimonianze ancora vive delle tradizioni e delle culture locali, poi attraversare boschi senza fine, dove non mancheranno certo gli incontri con i più diversi rappresentanti della fauna alpina. Una varietà e peculiarità di elementi di interesse che è valsa alla valle un triplo riconoscimento UNESCO: Patrimonio dell’Umanità, Geopark e Riserva della Biosfera.

L’arrivo al Rifugio XII Apostoli è la degna conclusione di questa avventura. Stare lì significa avere i piedi ben piantati sulla dolomia e gli occhi che fuggono a ovest, verso le nevi e i ghiacciai dell’Adamello.

Trekking in Val di Fassa

Zona Rif. Antermoia © Trentino – P. Geminiani

Se c’è una terra promessa degli escursionisti, un luogo dove è quasi impossibile muovere un passo senza incamminarsi su qualche itinerario unico e imperdibile per panorami ed emozioni, questa è la Val di Fassa.

Se ce la vogliamo giocare sui numeri basti dire che in valle, dalla Marmolada al Catinaccio, sono ben 2240 i km di sentiero e a fare da punti di approdo al viandante alpino ci sono più di 30 rifugi. Quanto basta per saziare gli amanti degli itinerari di lunga percorrenza che qui trovano proposte davvero irresistibili come l’affascinante Dolomiti Panorama Trek, con i suoi 200 chilometri e 20 tappe da rifugio a rifugio.

Ma ben più delle cifre valgono le emozioni e le suggestioni: ci sarà pure una ragione se proprio fra queste montagne sono nate alcune delle più belle leggende dolomitiche, come quella di Re Laurino e del suo misterioso giardino di rose, che si svela solo all’alba e al tramonto, regalando alle rocce dolomitiche i loro colori cangianti e indescrivibili.

Al Rifugio Torre di Pisa: alla ricerca del mare scomparso

Torre di Pisa © Trentino – M. F. Massidda

Una torre pendente come quella dell’antica repubblica marinara, un mare che non c’è più, e una barriera corallina che le ere hanno trasformato in solida roccia, nella quale sono rimaste però impresse le tracce dei misteriosi abitanti di quel mondo primordiale.

Camminare sui sentieri del Latemar, in Val di Fiemme, è davvero un’esperienza ricca di sorprese e curiosità, alla scoperta di quello che un tempo fu un atollo emerso dal mare tropicale e oggi è uno dei più eleganti gruppi dolomitici.

Una delle proposte più interessanti per vivere questa avventura è percorrere l’itinerario ad anello che dal Passo Feudo porta al Rifugio Torre di Pisa, ai piedi dell’omonimo e inconfondibile obelisco.

Palaronda Soft Trek

Rif. Canali Treviso ©Trentino T. Forin

Quattro giorni e tre rifugi per attraversare l’incredibile Altopiano delle Pale di San Martino, misterioso tavolato di pietra sospeso ad oltre 2.500 metri d’altezza.

Il Palaronda Soft Trek è un’esperienza imperdibile per entrare in contatto con una dimensione insolita dell’ambiente dolomitico: quella orizzontale. Le Pale, infatti, sono uno dei più celebri gruppi montuosi delle Alpi orientali, dove però le grandi pareti, teatro di imprese memorabili nella storia dell’alpinismo, sono i bastioni su cui poggia l’altopiano centrale: un vero e proprio deserto d’alta quota, cinquanta chilometri quadrati di nuda roccia, tormentati come l’oceano in tempesta.

Per i trekker più intraprendenti e allenati c’è il Palaronda Hard Trek, una versione più tecnica e impegnativa del percorso, che conduce negli angoli più selvaggi del territorio delle Pale, affrontando anche entusiasmanti vie ferrate, che richiedono attrezzatura e preparazione specifiche.

Con le Guide Alpine alla scoperta dei Monti Pallidi

Let’s Dolomites- guide alpine © Trentino – C. Baroni

Per conoscere le Dolomiti e coglierne le suggestioni e gli aspetti più affascinanti, il modo migliore è farsi è scegliere come compagni di avventura uomini e donne nati e cresciuti su questi sentieri, che li conoscono come le linee delle proprie mani.

Sono le Guide Alpine-Maestri di Alpinismo del Trentino, professionisti della montagna formati da uno speciale Corpo Istruttori secondo severi criteri validi in 21 Paesi del mondo e dettati dall’UIAGM (Unione Internazionale delle Associazioni delle Guide Alpine).

A questo link trovate le proposte di tour escursionistici appositamente ideati dalle Guide del Trentino per farvi scoprire la bellezza dei Monti Pallidi:

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