Trentino Slow: cammini storici fra l'Adamello e le Dolomiti | Trekking.it

Trentino Slow: cammini storici fra l’Adamello e le Dolomiti

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Il Trentino è universalmente riconosciuto come una delle capitali italiane dell’outdoor e dell’escursionismo.

Le sue montagne, dai castelli di roccia delle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco, alle vette ghiacciate dell’Adamello, sono un’icona celebre in tutto il mondo e un sogno che accomuna tutti gli appassionati di trekking.

Se però pensate che la magia del Trentino si limiti alla montagna selvaggia e alla natura incontaminata, vi sbagliate di grosso. I sentieri di quota e le alte vie sono solo uno dei tanti elementi che contribuiscono a creare il fascino di questo territorio.

Gruppo del Brenta dal Lago Nero – Parco Naturale Adamello-Brenta (© Trentino A. Gruzza)

Come tante altre regioni alpine, il Trentino è da sempre una terra di transito e di scambio, un luogo dove culture e tradizioni si preservano, protette dai bastioni invalicabili delle montagne e, contemporaneamente, entrano in contatto fra loro, attraverso i corridoi naturali delle valli e dei valichi alpini.

Con voi e prima di voi è la storia a camminare fra i monti e le valli trentine ed è sufficiente abbassare di qualche grado lo sguardo dall’incanto delle vette, per scorgere i segni del suo passaggio.

Lo si legge nelle campagne coltivate con saggezza antica e amore quotidiano, nelle tradizioni secolari che mantengono unite e vive le comunità, nell’armonia discreta con cui tanti paesi e frazioni trovano il loro posto nell’ambiente naturale, nelle mura millenarie di castelli che raccontano guerre antiche e nei cimeli di battaglie ben più recenti e tragiche, che oggi sono monito alla conservazione del bene prezioso e fragile della pace.

Maso rurale nei prati presso Caderzone, val Rendena Trentino (©Trentino – M. Simonini)

Questo è il volto del Trentino di cui oggi vi vogliamo parlare, un volto che è bello scoprire passo dopo passo, lungo il tracciato dei tanti grandi cammini storici che attraversano il territorio.

Ecco TRE PROPOSTE DI ITINERARI SLOW IN TRENTINO sulle orme della storia e delle tradizioni, ideali da percorrere nella stagione primaverile.

Il Sentiero di San Vili

Cominciamo il nostro cammino seguendo tracce antichissime: quelle di San Vigilio, o meglio San Vili, così come è ricordato nella tradizione popolare trentina. È lui il “santo escursionista” che, all’alba dell’era cristiana, percorse le valli trentine con instancabile fervore, portando per primo la buona novella alle genti di montagna.

Il Sentiero di San Vili non è in realtà un cammino religioso. Il tracciato delle sue sei tappe, che collegano la città di Trento a Madonna di Campiglio passando per la Valle dei Laghi, non nasce da una tradizione di pellegrinaggio sulle orme del santo, quanto piuttosto da un dovere di memoria.

Lungo il Sentiero di San Vili (©Apt Trento Monte Bondone)

La SAT, Società Alpinisti Tridentini, ha creato l’itinerario nel 1988, con l’intento di valorizzare e preservare i paesaggi e le testimonianze della cultura contadina e montanara che ancora si ritrovano nei luoghi che furono teatro della predicazione di Vigilio.

Dalla cattedrale di Trento, sorta sul luogo di sepoltura del santo, fino alle cattedrali naturali delle Dolomiti di Brenta, il Sentiero di San Vili testimonia, attraverso tutte le sue sfumature, l’inscindibile legame che si è creato in queste terre fra città e montagna, dimensione umana e naturale.

Un’incontro con la bellezza del quotidiano sulla tappa del Sentiero di San Vili che tocca le Terme di Comano (@Apt Terme di Comano)

Subito dopo la partenza, il sentiero tocca la località Vela di Trento, dove sono stati scoperti i segni che testimoniano una presenza dell’uomo nelle valli alpine che risale addirittura a 10 mila anni fa. Nel suo dipanarsi il Sentiero di San Vili tocca luoghi di incredibile fascino, come la stretta forra del Limarò, che dà accesso ai suggestivi villaggi di Deggia e Moline.

Ancora più avanti si raggiunge il borgo fantasma di Irone, spopolato dalla peste del 1630 e rimasto da allora immutato nel tempo, con la sua tipica struttura medioevale.

Geometrie e colori surreali nella forra del Limarò (© Trentino – D. Lira)

Nel tratto finale del percorso, quello che risale la Val Rendena verso Madonna di Campiglio, a fare da cornice a questi incontri con la cultura e le tradizioni delle genti di montagna, c’è il paesaggio naturale del Parco Naturale Adamello Brenta, un vero e proprio scrigno di biodiversità alpina.

Il Sentiero della Pace

Sono più di 600 i chilometri di sentieri contrassegnati dal segnavia della colomba, simbolo del Sentiero della Pace.

Tra il Passo del Tonale e la Marmolada questo lunghissimo trekking connette i luoghi simbolo del Primo conflitto mondiale, dalle cime che furono l’improbabile campo di battaglia della Guerra Bianca alle valli che furono attraversate dagli eserciti e le cui comunità furono divise e contrapposte da confini stabiliti dalla politica più che dalla cultura e dalla storia.

Nelle gallerie del Monte Zugna (© Trentino – D. Lira)

Questo lungo itinerario venne realizzato tra il 1986 e il 1990 dal Consorzio Lavoro Ambiente e dal Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento e si estese successivamente anche all’Altopiano dei Sette Comuni comprendendo la zona dell’Ortigara.

È un viaggio infinito il Sentiero della Pace, come infiniti furono quegli anni di follia bellica e le vicende e le storie ad essi legate.

Percorrere tutto il trekking richiederebbe probabilmente più di un mese, ma un itinerario dai sapori forti questo merita forse di essere digerito una tappa alla volta, per avere tutto il tempo di gustarne le bellezze e di meditare profondamente sugli orrori e gli eroismi di cui si fa testimonianza.

Gli stessi ideatori dell’itinerario lo suddividono in più tratti, differenti per caratteristiche geografiche ambientali.

Sul Monte Zugna in Vallagarina (© Trentino – M. Simonini)

Alcuni di questi, come quello che comprende le tappe dal Passo del Tonale all’Adamello, quello che dall’Adamello scende in Val Rendena e Val Giudicarie, e poi quelli che dalla Valsugana risalgono verso il Lagorai e ancora alle Dolomiti della Val di Fassa, portano gli escursionisti su sentieri e percorsi d’alta quota, perfetti per la stagione estiva.

I bastioni di Forte Cherle (© Trentino – C. Baroni)

Percorribili tutto l’anno e ideali per i mesi primaverili sono invece i tratti intermedi del sentiero. Lungo le tappe che attraversano la Vallagarina e toccano Rovereto le quote altimetriche si abbassano, ma di sicuro non calano le attrattive.

Questa è la valle dei castelli, ma anche della spiritualità e dell’arte, come testimoniano le tante chiese e monasteri, meta di devozione e fonte inesauribile di stupore, come il Santuario della Madonna della Corona, letteralmente sospeso sulle pareti rocciose che sovrastano il paese di Brentino.

Camminando fra le trincee del Monte Maggio (©Apt Alpe Cimbra – M. Gober)

Molto suggestivo è anche il tratto che dal Pasubio porta ai verdissimi altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna.

Qui, fra pascoli, radure e ampie distese boscose, i sentieri si sviluppano in un dolce saliscendi, mai troppo impegnativo, e portano alla scoperta dell’imponente sistema di fortificazioni dell’esercito austroungarico, conosciute come le “Fortezze dell’Imperatore”.

La Via Imperiale

È un percorso antichissimo quello della Via Imperiale, conosciuta anche come Via Traversa, secondo alcuni risalente addirittura all’epoca romana.

Di sicuro i sentieri e le strade compresi fra la Val di Non e il Lago di Molveno furono molto frequentati in epoca medioevale e rappresentarono un’importante via di comunicazione alternativa alla Valle dell’Adige, che metteva in contatto il mondo tedesco-tirolese con i territori sudalpini.

L’itinerario era percorso anche dai pellegrini che provenivano dall’Europa settentrionale e confluivano poi nella Via Francigena, per attraversare l’Italia diretti a Roma, capitale della cristianità e meta, assieme a Santiago de Compostela e Gerusalemme di una delle tre Peregrinationes Maiores.

Al cospetto dei maestosi ruderi di Castel Belfort (© Apt Paganella – Storytravelers)

Oggi la Via Imperiale è stata riscoperta e valorizzata nel tratto di 18 chilometri che va da Sporminore a Molveno e dal quale si diramano alcuni percorsi secondari, ma sempre ricchi di spunti di interesse.

Oltre che dotato di apposita segnaletica, il tracciato è corredato da una cartellonistica che, grazie ai CR Code scansionabili con lo smartphone, consente l’accesso a molte informazioni multimediali.

Comodi e rilassanti percorsi di fondo valle caratterizzano il tracciato della Via Imperiale (© Foto Tonina)

Tantissime sono le attrattive di interesse storico e artistico. I resti di Castel Sporo-Rovina a Sporminore, Castel Belfort a Spormaggiore, la chiesa di San Tommaso a Cavedago, l’antico crocefisso in pietra presso il Maso Pegorar di Andalo e la chiesa di San Vigilio a Molveno ne sono solo alcuni esempi.

Gli elementi d’interesse naturalistico non sono certo da meno di quelli culturali.

Il percorso, infatti, lambisce il territorio del Parco Naturale Adamello Brenta e tocca il Parco Faunistico di Spormaggiore, dove, in un’apposita area protetta di 7000 metri quadrati, è possibile ammirare due esemplari di orso bruno, il più grande mammifero delle Alpi, oltre che alcuni esemplari di lupo.

Una splendida veduta del Lago di Molveno, punto di arrivo dell’itinerario (© Trentino – R. Bragotto)

L’arrivo a Molveno è di sicuro la degna conclusione di questo splendido trekking, che ci porta ad ammirare quello che è considerato uno dei più affascinanti laghi delle Alpi.

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A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

3 comments

    • Serafino Ripamonti 18 maggio, 2018 at 09:58 Rispondi

      La foto è stata scattata poco sotto il Rif. Damiano Chiesa, Altissimo. Con vista sul Lago di Garda e Monte Baldo. È parte di una tappa del Sentiero della Pace.

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