VERSILIA, terra di sole e di artisti | Trekking.it

VERSILIA, terra di sole e di artisti

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Storia antica, poeti e artisti, paesaggi mozzafiato, natura incontaminata e sentieri di riscoperta. Un luogo magico e unico, ricco di tradizioni.

Immaginate un paesaggio verde e vario, che degrada dalle vette dei monti ai lidi sabbiosi.

E poi, spiagge strette tra il mare e le pinete retrostanti, passeggiate frequentate e assolate, palazzi d’epoca in puro stile liberty, senza scordare i ristoranti e i locali tipici dove si possono assaporare e gustare gli odori e i sapori tipici di un luogo del tutto speciale.

La Versilia è tutto questo, un mix eterogeneo di sensazioni e conoscenze, di cultura e svago, un territorio quasi sospeso nel tempo dove lo sguardo del turista può spaziare dai Monti delle Alpi Apuane (il Monte Pania della Croce dista solo 15 chilometri in linea d’aria da Forte dei Marmi), sino a quello che è uno dei litoranei più famosi e ricercati in Italia e in Europa.

Il marmo di Carrara (Shutterstock / Ph Alessandro Colle)

A rendere ancora più gradevole un luogo dove già vivere è una vacanza dalla vita, contribuisce anche il clima; i 270 giorni medi di sole annui, le temperature sui 24 gradi in estate e sui 10 in inverno, fanno della Versilia una sorta di Paradiso a portata di mano, sia per i villeggianti, sia per i residenti.

Il Monte Forato

Per gli amanti dell’escursionismo, quello descritto qui di seguito è uno dei percorsi più affascinanti offerti dal comprensorio delle Alpi Apuane, un suggestivo itinerario ad anello che si snoda tra creste montuose e fitti boschi raggiungendo il monte Forato.

Turisti o meno, tutti giungono in Versilia (nome che si fa derivare dall’antica parola germanica wesser/wasser, cioè acqua, quasi a sottolineare l’importanza dell’elemento principe di questa regione) per visitare le sue splendide località: Pietrasanta, Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza, Stazzema, Camaiore, Lido di Camaiore, Massarosa e Viareggio.

E se qualcuno pensa che il celebre e variopinto Carnevale basti a fare di Viareggio la cittadina più conosciuta e amata, sbaglia di grosso.

La spiaggia di Lido di Camaiore (Shutterstock / Ph Lorenzo Bovi)

Ogni angolo, ogni scorcio di Versilia offre, infatti, al visitatore attimi di suggestione ineguagliabili che vanno oltre un singolo avvenimento e che restano per sempre impressi nella memoria.

Un luogo di fascinazione assoluta, insomma, che nel corso dei secoli e dei decenni non ha mancato di esercitare un forte influsso anche su artisti di caratura mondiale.

Versilia, terra di poeti come Percy B. Shelley, l’inglese vissuto in Toscana all’inizio dell’Ottocento e qui immortalato dallo scultore Urbano Lucchesi (Ph Filippo Galluzzi)

In queste terre è nato il Premio Nobel per la Letteratura Giosuè Carducci, inimitabile poeta che spesso cantò nelle sue rime le bellezze della sua Toscana, mentre il Vate d’Italia Gabriele D’Annunzio vi soggiornò a lungo, e forse la sua Pioggia nel pineto (si tratta della pineta del Parco della Versiliana a Marina di Pietrasanta), uno dei massimi vertici della poesia decadente, è, allo stesso tempo, la descrizione migliore, più elegante e più sentita delle attrattive paesaggistiche del litorale versiliano.

Il nome Versilia deriva dalla parola tedesca “wesser”, cioè acqua, elemento fondamentale insieme alla pietra per inquadrare un territorio tanto vario quanto affascinante

Una linea di terra, di sole e di mare prediletta dallo scultore colombiano contemporaneo Fernando Botero, e che non mancò di influenzare anche il celebre poeta inglese Percy B. Shelley, il cui passaggio in Versilia è ricordato da un busto che campeggia nella piazza a lui dedicata in quel di Viareggio; con lui il romanziere e poeta Manzoni, il musicista Puccini, il poeta Byron e lo scrittore Malaparte.

Le pinete, si diceva. Il luogo di divertimento per antonomasia insieme alle spiagge gremite di bagnanti, aree dove, nel tempo, hanno trovato posto maneggi, piste ciclabili, campi da tennis, giostre, attività da svolgere in tranquillità, relax e benessere, in mezzo ai chiaroscuri del verde intatto, viziati dal fresco che solo gli alberi, con le loro folte chiome, regalano.


Compendio armonioso di colline, piani rigogliosi, montagne, corsi d’acqua, canali, mare e spiagge, la Versilia assomiglia veramente, nell’immaginario collettivo dei toscani, ad un dono benedetto fatto da Dio.

Tanto che un mito racconta che il Padre Eterno, durante la creazione, giunto in questo lembo di terra, lasciò cadere una gran copia di bellezze su di essa. Certo, si tratta di un mito legato alla tradizione popolare, ma la realtà non è poi così distante.

Un tuffo nei sapori

Come ovvio, la cucina in Versilia non può che risentire della vicinanza del mare, tanto che sono in particolare i piatti tipici di pesce a trionfare sulle tavole dei ristoranti.

A partire dal cacciucco alla versiliese, meno piccante rispetto a quello livornese, con più crostacei e con il pane abbrustolito.

Altra portata prelibata, il polpo, cucinato in modo più che leggero senza il pomodoro, ma con l’aggiunta di limone, prezzemolo e vino bianco.

Caratteristiche del viareggino sono poi le cieche, ovvero gli avannotti delle anguille, pescate nei tratti in cui dal mare tentano di risalire verso i fiumi. Sono alla base di pietanze facilmente digeribili, perché cotte in soli dieci minuti con l’aggiunta di aglio e salvia.

Piatti semplici, dunque, legati alla tradizione marinaresca e cucinabili senza sforzi, caratteristici di una regione dove trionfa la cucina accomodata, legata ad una tradizione antica, fatta di sapori genuini e di condimenti naturali.

L’Itinerario turistico

Il nostro tour inizia da Forte dei Marmi per portarci, lungo la costa verso sud, a Pietrasanta, Marina di Pietrasanta, Lido di Camaiore e Viareggio e, alle spalle della riviera, risalendo verso nord quasi a formare una U, a Massarosa, Camaiore, Stazzema e Seravezza.

→ Primo giorno

Si parte dunque da Forte dei Marmi, splendida località marina famosa per le sue spiagge e i suoi stabilimenti balneari. Fu nel XVI secolo grazie a Michelangelo e Papa Leone X, e nel Settecento grazie alle bonifiche leopoldine, che l’abitato prese le forme di una vera e propria città.

A testimoniare quei decenni di rinascita, restano oggi il Fortino di Forte dei Marmi, detto anche di Leopoldo I.

Costruito a partire dal 1786, e terminato nel 1788, per volere di Pietro Leopoldo Granduca di Toscana, assunse da subito un doppio ruolo, quello di presidio armato e di dogana, a cui si aggiunge nel 1827 quello di polveriera. Attualmente, dal 1997, ospita il Museo della Satira e della Caricatura.

Anche il pontile di Michelangelo, costruito là dove terminava la strada costruita dal Buonarroti per trasportare i suoi marmi da lavorare sino alle imbarcazioni, è un simbolo di un’epoca di sviluppo e crescita della città.

Oggi giorno, a dominare è però il turismo. Raffinati atelier di stilisti, boutiques griffate, gioiellerie e ritrovi chic, sono ovunque nelle strade più frequentate di Forte dei Marmi che, con i suoi 5 chilometri di spiaggia dorata, è uno dei luoghi clou delle vacanze in Versilia.

→ Secondo giorno

Procedendo verso sud, si giunge a Pietrasanta.

Siamo qui in uno dei comuni più storici di tutta la Versilia.

Qui si possono visitare la Rocca di Sala (fortezza longobarda ristrutturata da Castruccio Castracani) e Palazzo Guinigi, la Chiesa e il Convento di Sant’Agostino (ospita il Centro Culturale Luigi Russo, la Biblioteca Comunale Giosuè Carducci e il Museo dei Bozzetti).

Poi Palazzo Moroni, la Piazzetta del Centauro, la Chiesa di San Nicola di Sala, la Chiesa di Sant’Antonio Abate, il Monastero di San Leone, la Chiesa e Convento di San Francesco, il Palazzo della Posta, la Pieve di Santo Stefano a Vallecchia, la Torre del Salto della Cervia e la Strettoia Montiscendi, la Pieve di San Giovanni e Santa Felicita ma, soprattutto, la casa natale di Giosuè Carducci a Valdicastello, frazione di Pietrasanta.

Una terra ricca di chiese e pievi come la bella Cattedrale di Pietrasanta che conserva un campanile del XV secolo (Ph Filippo Galluzzi)

Da sempre, il territorio delle Alpi Apuane e della Versilia, in particolare di Pietrasanta, è famoso per la lavorazione del marmo, estratto proprio dalle vicine cave Apuane. Un marmo pregiato e unico, tanto che lo stesso Michelangelo, nel Cinquecento, veniva a Pietrasanta per firmare i contratti per le sue forniture di marmo.

Non stupisce, dunque, che a Pietrasanta sia stato inaugurato, nel 1984, il Museo dei Bozzetti, ospitato nel cinquecentesco ex-convento di Sant’Agostino.

La collezione museale custodisce 600 bozzetti e modelli, per lo più in gesso, riferibili ad almeno 350 artisti italiani e stranieri. Tra questi: Botero, Cascella, Consagra, Fonseca, Gilardi, Guadagnucci, Pomodoro.

Il museo si è poi ingrandito, includendo la sede distaccata dove sono presenti la sezione Donna Scultura, un atelier didattico, una raccolta di modelli di opere monumentali del Novecento, varie sezioni didattiche sulle differenti tecniche di lavorazione.

A soli 3,5 chilometri da Pietrasanta, sorge poi l’omonima Marina, famosa per i suoi stabilimenti balneari e per il Parco della Versiliana, eccezionale macchia di pini e lecci nei pressi del litorale di Fiumetto.

Ancora un breve tratto verso sud, e si approda a Lido di Camaiore, immancabile tappa per chi guarda al mare come a un divertimento puro. Luogo prediletto anche dal D’Annunzio e dalla sua amante Eleonora Duse, da Vittorio Emanuele III e da Guglielmo Marconi, Lido di Camaiore si sviluppa lungo spiagge di 4 chilometri, contornate da 51 alberghi da quattro e tre stelle: il top, insomma, per chi cerca relax e benessere.

Ultima tappa lungo la costa, la splendida Viareggio, le cui origini risalgono al 1171. Siamo nella cittadina del celebre Carnevale, famosa anche per conservare, nel suo territorio, Villa Borbone, disegnata agli inizi del XIX secolo dall’architetto Lorenzo Nottolini e divenuta subito residenza di caccia di Maria Luisa di Borbone.

Rinomata anche la cinquecentesca Torre Matilde, costruita a partire dal 1534, e Villa Puccini, fatta erigere dal musicista a Torre del Lago, paesino sulle sponde del limitrofo  Lago di Massaciuccoli.

Villa Paolina, invece, la dimora edificata nel 1822 dall’architetto Giuseppe Lazzarini per Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, ospita i bellissimi Civici Musei:  il Museo Archeologico Alberto Carlo Blanc, il Museo di Arte Contemporanea Pinacoteca Lorenzo Viani e, infine, il Museo degli Strumenti Musicali Giovanni Ciuffreda.

Di rilievo, in particolare, soprattutto la sezione archeologica. Disposta su nove sale per un totale di 236 mq e 433 pezzi esposti, la collezione conserva oggetti in pietra, rame e bronzo, pitture e ceramiche.

La pinacoteca, invece, occupa quattro sale, per complessivi 181 mq e 64 opere esposte, tra cui la Benedizione morti del mare, Lavoratori del marmo in Versilia e Lavoratori del porto e partenza del marinaio.

La sezione musicale conserva, infine, oggetti rarissimi, con un piccolissimo violino da tasca risalente al XVII secolo, una chitarra napoletana del 1800, strumenti etnici, un mandolino napoletano del XVIII secolo, una viola da gamba del Settecento.

Comunque il punto di forza di quest’area protetta è il turismo ambientale, quindi il nostro suggerimento è quello di percorrere i tanti sentieri del Parco visto che offre la possibilità di visitare alcune aree in maniera autonoma:

Lago di Massaciuccoli, Torre del Lago Puccini

→ Terzo giorno

Partendo verso l’interno, per prima incontriamo Massarosa, dove saranno imperdibili le soste alle chiese di Bargecchia, Pieve di Corsanico, e alla romanica di Pieve a Elici, senza dimenticare i resti della villa romana sul Lago di Massaciuccoli e il Parco Naturale di San Rossore, Migliarino e Massaciuccoli.

È la volta poi di Camaiore, ai piedi delle ineguagliabili Alpi Apuane. Meritano una visita il Castello di Rotaio, risalente al XIII secolo e costruito lungo la millenaria Via Francigena, Villa Borbone delle Pianore e, infine, la Badia di San Pietro, fondata nel VII secolo dai Benedettini lungo la Via Francigena.

Non restano, ora, che le due ultime tappe del nostro affascinante viaggio: Stazzema e Seravezza. E’ in questi luoghi che viene estratto il marmo delle Alpi Apuane.

Un tempo ,questa pietra veniva lavorato ricorrendo agli attrezzi provenienti dalle ferriere di Stazzema: gli scalpelli a dente di cane, la subbia, erano forse i più usati.

Ora, di quell’arte antica restano tracce nella memoria e nella lavorazione di alcuni anziani scalpellini che tramandano l’arte del marmo, sopravvissuta ancora in alcune botteghe e in qualche laboratorio.

Attualmente, il marmo è lavorato anche a livello industriale e non solo più artigianale, per produrre materiale per l’edilizia e componenti d’arredo.

È, però, la pietra nobile estratta dalle Alpi Apuane ad essersi ritagliata uno spazio artistico notevole.

A lavorare questa pietra, in senso artistico, furono tra gli altri Michelangelo Buonarroti, Niccolò Pericoli detto Il Tribolo, Il Giambologna, Vincenzo Danti, l’Ammannati e il Vasari, nomi illustri che hanno dato all’umanità alcune delle opere scultoree più famose.

azzema è famosa per le sue molteplici attrattive: la splendida Chiesa di Santa Maria Assunta risale al XVI secolo (Ph Filippo Galluzzi)

A Sant’Anna di Stazzema, soprattutto, insiste uno dei luoghi della memoria storica italiana: il Museo Storico della Resistenza, che propone rari documenti e testimonianze dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale, degli eccidi nazifascisti e della Resistenza, e il Parco Nazionale della Pace, divenuto il luogo simbolo del cosmopolitismo e della concordia tra gli uomini.

Una escursione a piedi che inizia e termina a Stazzema, mostrando l’eleganza della Versilia e il carattere aspro delle vicine Alpi Apuane, è i seguente:

Siamo giunti alla fine del nostro percorso, arriviamo a Seravezza. Qui potremmo rilassarci presso la Pieve Romanica della Cappella, oppure addentrarci in un percorso storico della memoria visitando il Museo di Palazzo Mediceo, voluto da Cosimo I De Medici, che racchiude testimonianze del lavoro e della tecnica della popolazione locale.

Sempre nella zona delle Alpi Apuane, seppure più impegnativa e riservata agli esperti, segnaliamo e descriviamo la ferrata del Pizzo d’Uccello:

 

Testo di Filippo Galluzzi

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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