Bagno nella foresta: Una cura contro ansia, depressione e tensione | Trekking.it

Bagno nella foresta: Una cura contro ansia, depressione e tensione

Categorie: Salute e Benessere
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Non siamo nati per vivere costantemente in mezzo al cemento e al traffico

Siamo dominati dagli istinti, richiamo di un’essenza primordiale, che spesso tenta di prendere il sopravvento sulla nostra razionalità, infilandosi improvvisamente nei gesti ripetuti della nostra routine quotidiana. A questa spinta interna ed incontrollata, negli ultimi anni, si è data spesso una connotazione negativa, visto che questa parola è stata associata spesso, nel mondo dell’informazione, a fatti di cronaca.

Questa non è però una visione così corretta. Gli istinti giocano un ruolo fondamentale nella vita degli uomini, sono essenziali per la nostra stessa sopravvivenza. Molti di questi sono l’essenza stessa della vita umana, ne consentono la prosecuzione e l’evoluzione. Pensiamo all’istinto di vita, che è l’innato bisogno di creare, mantenere in vita ed ottenere gioia e piacere, principale fonte nell’uomo di energia creativa e positiva.

Agli istinti si devono anche le sensazioni provate durante un cammino totalmente immersi nella natura, tra i profumi, i colori e i suoni della natura incontaminata. Percezioni che accomunano tutti quelli che si trovano a passare del tempo, per esempio, in un bosco. I nostri sensi sono potenziati, perché ricevono stimoli nuovi e inediti, soprattutto per una civiltà abituata a passare gran parte del proprio tempo in un ambiente urbano o domestico. È l’effetto di rilassamento, di pace e di equilibrio che si prova quando si ascolta il rumore del vento tra gli alberi, quando si annusa il profumo delle foglie bagnate dalla pioggia oppure si toccano le punte degli alberi.

Le atmosfere del bosco in autunno sono ideali per Shinrin yoku

Le atmosfere del bosco in autunno sono ideali per Shinrin yoku

Questo accade perché la natura riesce a far risuonare le corde dei nostri istinti primordiali, risvegliando il profondo legame dell’uomo con la natura. Questo spiega anche la sensazione che ciascuno di noi ha provato una volta tornato da un’escursione in montagna, che si traduce nel bisogno fisico di farlo di nuovo, di camminare nuovamente nella natura. Alcuni parlano di dipendenza, ma si tratta in realtà di un richiamo forte, che fa leva sul nostro IO più primordiale.

Ci sono alcune culture particolarmente attente al legame tra l’uomo e le sue origini che, nonostante il progresso, hanno saputo conservare intatta la memoria e il valore di alcune tradizioni benefiche per il corpo e lo spirito dell’uomo. Stiamo parlando del Giappone, una delle nazioni più evolute sotto il profilo delle tecnologia e della ricerca  scientifica, in cui le tradizioni antiche conservano intatte il loro valore anche nella vita e cultura contemporanea. Alcune di queste tradizioni sono state studiate e approfondite dalla scienza, diventando vere e propri strumenti di cura medica. Come nel caso della pratica dello Shinrin-yoku.

Ma cos’è lo Shinrin-yoku?

Ricordate quello che abbiamo detto poche riga sopra sull’esperienza dell’uomo nella natura? Si tratta proprio di quello!

Non è facile tradurre questo termine, rientra in quei concetti della lingua giapponese che hanno un significato unico, per rendere l’idea si potrebbe utilizzare “bagno nella foresta” oppure utilizzare il concetto di “ricevere benefici dall’atmosfera della foresta“.

In pratica questa terapia teorizza proprio gli effetti positivi derivanti da una completa immersione in un bosco o in una foresta. Un contatto con questi ambienti che però deve essere attivo e privo di distrazioni. È importante passare una giornata completamente immersi nel verde, concentrandosi sui suoni della natura, i suoi profumi, cercando il contatto con gli alberi e le piante, così da permettere a tutti i nostri sensi di affinare le proprie percezioni.

Vivere i suoni e i colori del bosco

Vivere i suoni e i colori del bosco sono l’essenza del Bagno nella Foresta, praticato dai giapponesi

Sappiamo bene che camminare nella natura porta grandi benefici al fisico e alla mente. Ogni appassionato di escursionismo e trekking ha sperimentato sulla sua pelle il benessere che una giornata in mezzo ai boschi può portare. Anche la ricerca scientifica ha dimostrato gli effetti positivi di uno stile di vita incentrato sul cammino costante per il cuore, il diabete, l’apparato respiratorio e per sindromi ansiose e depressive.

Ma in Giappone si è fatto qualcosa di più, lo Shinrin-yoku infatti è stato oggetto di una vera e propria iniziativa di politica sanitaria e sociale da parte del Governo, che negli anni ha incoraggiato e promosso la pratica del “bagno della foresta”, spingendo i cittadini a dedicarsi a questa pratica con maggiore frequenza, cercando di rendere questa attività un uso diffuso nella popolazione. Anche i medici si trovano spesso a prescrivere lo Shinrin-yoku  ai propri pazienti, il ricorso a questa prescrizione è infatti particolarmente frequente in una popolazione, come quella Giapponese, contraddistinta da ritmi di lavoro molto elevati e da centri urbani molto popolosi e caotici.

Ma quali sono i benefici dello Shirin-yoku?

Il bagno nel bosco, se praticato con una certa regolarità, è in grado di portare grandi benefici all’intera funzione immunitaria. Infatti un trekking o un’escursione in un bosco corrisponde ad una pratica naturale di aromaterapia e di stimolazione sensoriale. Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato come questa pratica possa ridurre in maniera drastica l’ansia, la depressione e la rabbia, andando ad influire direttamente sugli elementi scatenanti di queste patologie

Negli ultimi anni la medicina è riuscita a dimostrare i meccanismi chimici e biologici che sono protagonisti degli effetti terapeutici e curativi dei bagni nella foresta, questi studi hanno portato alla conclusione che il benessere è dovuto agli olii essenziali, i fitocidi, che le piante rilasciano in maniera naturale. Queste fragranze e profumi, in particolare modo quelli emanati dalle conifere, conosciuti come “oli essenziali legnosi”, riducono il rischio di problemi psicosociali legati allo stress.  

Infatti le resine che gli alberi producono nel loro ambiente naturale, i boschi, sono per lo più costituite da terpeni. Queste sono molecole lipidiche protagoniste di moltissimi rimedi erboristici tradizionali. Gli ambienti naturali complessi, come i boschi, costituiscono un bacino incredibile di varietà di  terpeniche in base alla loro peculiare struttura e aroma, hanno funzioni positive molto diverse sul nostro organismo.

Una giornata di cammino in un ambiente montano o boschivo ci permette di entrare in contatto con moltissime varietà di queste sostanze naturali. Uno dei loro punti di forza è, infatti,  la grande biodisponibilità, che ci permette di assorbirli attraverso la respirazione, l’ingestione e oppure attraverso il contatto cutaneo. L’azione combinata di queste varietà di terpeni agisce sulla pressione sanguigna, sulla diminuzione dello stress, oltre che sui meccanismo dell’ansia e della depressione, con un effetto distensivo e calmante.

 

Ecco perché Shinrin-yoku è prescritto, non solo per agire su stati ansiosi e depressivi, ma anche nel recupero da un intervento chirurgico o da una malattia, nel miglioramento del sonno e per l’aumento del livello di energia. Non solo, sembrerebbe in grado anche di intervenire su uno dei “grandi nemici” dei giovani oggi, vittime dello stress e della vita frenetica, ovvero l’ADHD cioè la sindrome di iperattività e l’incapacità d concentrarsi

Il ricercatore Jose Antonio Correia, professore di Psicologia Ambientale presso l’Università Autonoma di Madrid, spiega che:

“Con l’avvento della società moderna le città hanno iniziato a rappresentare una sicurezza contro le possibili aggressioni della natura. Ora sappiamo che questo atteggiamento è sbagliato e che possiamo parlare addirittura di disturbi da deficit di natura: aumento dell’obesità, malattie respiratorie, carenza di vitamina D, stress… La città ci offre protezione e comfort, ma il nostro sistema nervoso non si è del tutto adattato all’ambiente urbano e sente dunque la mancanza di una stimolazione da parte dell’ambiente naturale che ha permesso la sopravvivenza della nostra specie”.

bosco

Secondo il ricercatore soffriamo di una sorta di analfabetismo riguardo alla natura e dovremmo ricominciare a vivere nel verde per sentirci meglio. Insomma, dovremmo prendere spunto dal Giappone e cercare di trascorrere più tempo camminando in un parco o in un bosco. Possiamo lasciarci incantare dalle meraviglie della natura e recuperare la nostra memoria ancestrale e i nostri istinti primari.

Certo, non è sempre agevole raggiungere un bosco o una foresta nella quale camminare ma, come ha sottolineato lo stesso Correia, possiamo sempre adottare una soluzione alternativa facendo una passeggiata in un parco cittadino, anche questi ambienti possono avere un’azione terapeutica, perché gli elementi naturali tipici dei grandi boschi possono trovarsi anche, proporzionalmente, in un’area verde cittadina.

Concludiamo con una citazione del filosofo Henry David Thoreau:

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa”, scriveva Thoreau in Walden.

 

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A proposito dell'autore

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

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