Camminare: 5 benefici scientificamente provati | Trekking.it

Camminare: 5 benefici scientificamente provati

Categorie: Salute e Benessere
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Camminare fa bene, lo sappiamo

Fa bene a tutte le età, spesso anche quando le condizioni di salute non sono le migliori, aiutando a migliorarle.

La ricerca scientifica ha confermato in molti studi che questi effetti positivi sono tutt’altro che immaginari.

Ecco allora 5 benefici del camminare che la scienza ha dimostrato essere reali e di conseguenza 5 semplici consigli per stare bene.

 

1. Prendi un bel respiro (ma non a casa)

Casa dolce casa, ma mica sempre è vero.

A volte anche l’aria tra le mura domestiche può non essere del tutto salutare.

Gli scienziati la chiamano Indoor Air Pollution ed è appunto l’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici.

Il fenomeno riguarda anche i paesi sviluppati, seppur per ragioni diverse da quelle dei paesi in via di sviluppo.

I potenziali nemici sono innumerevoli: il fumo di sigaretta, il rilascio di polveri di amianto ancora presente in molti edifici sono le fonti di rischio più note, ma ve ne sono altre meno note che cumulate e all’interno del ridotto habitat domestico possono creare concentrazioni a rischio.

Può trattarsi di antiparassitari, fibra di lana sintetica, gli ossidi di zolfo dei radiatori a cherosene, i cosiddetti composti organici volatili presenti nei prodotti per la pulizia e disinfezione; la formaldeide, rilasciata da semplici oggetti di arredamento, per non parlare di inquinanti biologici come muffe.

Insomma, fatti una camminata lontano da casa. E prendi un bel respiro.

 

2. Fai il pieno di Vitamina D

La vitamina D è fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo umano.

Non solo  l’apparato scheletrico, ma il sistema immunitario necessita di un apporto adeguato.

Raggiungere e mantenere un livello sufficiente di Vitamina D protegge quindi le nostre ossa, previene l’osteoporosi ma soprattutto riduce l’incidenza delle malattie cronico degenerative.

Non solo, le più recenti ricerche dimostrerebbero che potrebbe prevenire l’Alzheimer.

Purtroppo l’alimentazione non è sufficiente a garantire un adeguato livello.

Occorre l’esposizione alla luce solare.

E cosa c’è di meglio di farsi accarezzare dal sole camminando per ricaricare il serbatoio?

 

3. Fai un regalo agli occhi, guarda lontano

La luce artificiale, per quanto necessaria, può essere fonte di problemi per la salute dei nostri occhi.

Purtroppo per piacere o per lavoro, si finisce per trascorrere ore e ore di fronte a uno schermo.

Dal PC al tablet, dallo smartphone alla televisione, l’esposizione a radiazioni luminose non naturali è pressoché costante.

Tutto questo affatica oltremisura la vista e mette a rischio di piccoli e grandi fastidi.

Uno studio del 2007 ha dimostrato che i bambini che trascorrono almeno due ore alla luce naturale sono 4 volte meno soggetti a miopia dei bambini che trascorrono fuori soltanto un’ora.

Insomma, se vuoi far riposare gli occhi, cammina e guardati intorno.

Va bene anche una passeggiata nella pausa pranzo, se lavori.

E quando puoi farlo, fai un itinerario che ti regali qualche bell’orizzonte.

I tuoi occhi rilassati te ne saranno grati.

4. Fatti una dormita da Premio Nobel

Il premio Nobel per la Medicina 2017 è stato assegnato a tre studiosi che hanno compiuto ricerche sul ritmo circadiano.

Che cos’è?

Per farla breve, la teoria del ritmo circadiano sostiene che siamo regolati da una sorta di orologio biologico che si muove in corrispondenza di cicli che si sviluppano nel corso di una giornata, di una settimana, di una stagione.

Si tratta di cicli che ci ricordano che l’uomo non è avulso dalla natura, ma ne segue il movimento.

Il primo e fondamentale ciclo da rispettare è quello della veglia e del sonno, che è anche il primo ad essere alterato quando tale armonia viene meno.

Se vuoi farti dormite da premio Nobel, fai un trekking di più giorni, svegliandoti e addormentandoti con la luce ed il buio.

Tornerai a casa con l’orologio biologico ricaricato.

 

5. L’ormone della felicità

Camminare fa stare bene.

Ormai le ricerche sul benessere psicologico che deriva da questa semplice, naturale attività fisica, quasi non fanno più notizia.

Però è bene ricordare che è proprio così.

Camminare fa stare bene perché aumenta i livelli di attenzione, incrementa i livelli di serotonina – il cosiddetto ormone della felicità – , ha mostrato di attivare aree del cervello  che governano empatia  e stabilità emotiva.

Insomma, è proprio vero: mens sana in corpore sano.

Camminare non solo ti fa stare bene, ti fa anche sentire bene.

 

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