Siete troppo sedentari? Alcuni consigli per mettersi in cammino | Trekking.it

Siete troppo sedentari? Alcuni consigli per mettersi in cammino

Categorie: Salute e Benessere
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Spesso dopo lunghi periodi inattività ricominciare a muoversi diventa piuttosto difficile

A chi è abituato a camminare quotidianamente potrebbe apparire strano, quasi incomprensibile, che sia necessario uno sforzo per iniziare di nuovo a mettersi in cammino, ma è così.

Infatti lunghi periodi di inattività fisica possono provocare diverse conseguenze negative al nostro organismo e alla nostra mente, come abbiamo approfondito in diversi nostri articoli dedicati al tema, tra le quali rientra anche una subdola propensione all’inattività.

Lo spiega anche la psicologia noi abbiamo una certa propensione allo status quo, in pratica è molto più difficile prendere decisioni che innescano un cambiamento piuttosto che quelle che mantengono la situazione così com’è.

Ecco perché è tanto arduo fare la scelta di rimettersi in moto, perché la sedentarietà ha un effetto “appiccicoso”, prendere la macchina o lo scooter per fare piccoli spostamenti sembra sempre vitale per risparmiare tempo (quasi mai è così), oppure la sera si preferisce stare a casa anziché uscire per fare due passi nel quartiere.

Non ci crederete ma conosco persone vivere in contesti extraurbani, in zone di mare, con invitanti lungomare a due passi da casa senza averli percorsi a piedi più di una volta al mese.

Quindi per fare il primo passo occorre una ferrea volontà e, il momento più duro, è arrivare a casa, togliersi le scarpe e gli abiti utilizzati per il lavoro, e vestirsi “comodi” per andare a fare una bella camminata.

Con questo articolo vogliamo fare un po’ il riepilogo di alcune cose che possono venire in mente a chi decide di rimettersi in marcia.

Per molti dei nostri lettori potrà sembrare scontato (o magari no) ma ci sono una serie di utili consigli e suggerimenti da tenere a mente quando si decide di fare due passi.

L’abbigliamento e attrezzatura giusta

Iniziamo dalle basi, per andare a camminare bisogna avere delle attrezzature adeguate, anche se si parla di brevi uscite vicino a casa. Non c’è bisogno di spaventarsi, perché non stiamo parlando delle attrezzature necessarie per andare a fare trekking in alta quota di inverno, ma di alcuni elementi necessari per un maggior comfort ed evitare scomodi imprevisti.

Come prima cosa è necessario avere delle scarpe adatte, la cosa migliore sarebbe procurarsi un paio di scarpe da trekking leggero pensate proprio per un uso cittadino o su terreni facili, come quelli di un parco urbano.

Le prime volte possono andare bene anche delle scarpe da ginnastica, assicuratevi però che abbiamo una buona suola che garantisca un adeguato supporto alla pianta del piede e al tallone, in grado di ammortizzare l’impatto col suolo.

Veniamo ora all’abbigliamento intimo o base layer, in questo caso si possono tranquillamente utilizzare normali capi per lo sport, l’importante che siano traspiranti e quindi riescano a disperdere il calore e il sudore sviluppato con il movimento, questo è molto importante per il nostro comfort e per evitare di prendere colpi di freddo.

Per quanto riguarda gli strati più esterni la raccomandazione è utilizzare capi che siano impermeabili e isolanti, ma comunque garantiscono un’elevata traspirazione, che poi sono le caratteristiche delle migliori giacche impermeabili per l’outdoor. 

In ogni caso vi sconsiglio vivamente di utilizzare cerate o simili, se non volete trovarvi immersi in una sauna dopo pochi minuti di cammino.

La tecnica giusta

Non dimentichiamo l’importanza di una camminata corretta, perché spesso capita che chi sta fermo per molto tempo di disabitui a camminare, scordandosi dell’importanza della postura e dei movimenti corretti.

Per non andare incontro a traumi bisogna camminare facendo movimento dolci, appoggiando prima il tallone e poi la punta, senza pestare il terreno con violenza ma bilanciando bene il peso tra i due piedi.

Per camminare in montagna su terreni difficili ovviamente ci sono molte più accortezze da avere.

Il riscaldamento

Iniziamo a camminare gradualmente, con passo lento e cadenzato, è importante dare alla nostra muscolatura il tempo di scaldarsi per raggiungere la corretta temperatura, utile per cominciare a far lavorare il nostro organismo correttamente.

Questa prima fase di riscaldamento può avere una diversa durata a seconda del clima e delle condizioni in cui camminiamo.

Una volta che sentiamo di aver “carburato”, quando la nostra respirazione sarà tornata regolare, potremmo iniziare ad aumentare il passo.

Lo stretching e defaticamento

Al termine della vostra prima camminata sarà importante prestare attenzione anche al defaticamento, ecco perché è importante camminare per almeno cinque minuti a passo lento e disteso. na volta rientrati a casa non dimenticate un po’ di stretching per le gambe, questo aiuterà a limitare quei (normali) dolori che insorgeranno “a freddo”.

Il giusto ritmo

Il ritmo è fondamentale, vi serve per iniziare a camminare e vi servirà anche quando vi troverete ad affrontare percorsi più lunghi e complessi.

Come detto prima iniziamo piano, per consentire ai muscoli di entrare a regime, dopo di che iniziamo gradualmente ad accelerare il passo, tenendo un andamento più sostenuto, probabilmente il battito cardiaco si farà più veloce e le respirazione più affannata, questo sarà il momento di rallentare, per ritornare in uno stato più comodo e confortevole battito cardiaco aumentare e il fiato scarseggiare rallentiamo di nuovo.

Per chi riparte dopo molto tempo trovare il ritmo giusto è importante, bisogna certamente partire con calma senza tenere ritmi troppo sostenuti, correndo il rischio di sovraccaricare il proprio organismo ma, allo stesso tempo, bisogna sempre cercare di forzare un pochino il proprio corpo, quel tanto che basta a migliorare la propria resistenza.

Piccoli obbiettivi

Un altra cosa utile, in particolare quando ci muoviamo in ambienti conosciuti, è porsi degli obbiettivi concreti e realizzabili.

Un primo obiettivo potrebbe essere certamente quello di uscire di casa per camminare con una certa frequenza settimanale, un secondo obbiettivo potrebbe essere percorrere una determinata distanza, e così via fino a porsi obbiettivi molto più ambiziosi.

Il diario dei progressi compiuti

Ricordiamoci di appuntare la distanza percorsa, il tempo che abbiamo impiegato e le eventuali soste che abbiamo fatto, di settimana in settimana potremmo avere così un diario dei nostri miglioramenti.

Può essere utile per tenere alta la motivazione e notare i progressi che si fanno.

Ovviamente non è necessario utilizzare carta e penna, non che farlo faccia male, ma si possono scaricare diverse App per il trekking, che tra le molte funzionalità hanno anche quella di “diario” delle proprie uscite.

Restare motivati

Provate a trasformare il vostro cammino quotidiano in un’occasione di incontro e socializzazione, coinvolgete qualche amico o amica.

Perché trovarsi a bare una birra al bar è sicuramente bello ma una passeggiata in compagnia non è da meno.

L’occasione giusta per parlare a lungo e trovare il tempo per confrontarsi su molti temi perché, probabilmente non ci crederete,  si parla di più durante una camminata che in qualsiasi altra occasione di socializzazione. Insomma un buon modo per stringere amicizie e rapporti.

A proposito dell'autore

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

2 comments

  1. Giorgio Gazzoni 11 Marzo, 2018 at 00:03 Rispondi

    ciao , è bene che mi presento e vi descrivo la mia situazione di salute. Nome Giorgio età 59 anni .Il 3/12/2017 ho avuto un malore , ricoverato in terapia intensiva da qui un periodo di diverse settimane in ospedale a Brescia poi al Policlinico a Milano . Diagnosi : FIBROSI POLMONARE IDIOPATICA unica soluzione TRAPIANTO BIPOLMONARE. La mia vita ora è qui a casa in ossigenoterapia , tutti i giorni seguo il mio piano di allenamento per irrobustire i miei arti inferiori . Una volta fatto il trapianto la mia vita diventerà solo una CAMMINARE ,PEDALARE e REMARE . Non vedo ora che ciò possa avvenire e diventare quindi parte attiva attraverso trekking.it ,della nostra passione per la montagna e outdoor. Scusate questo sfogo è solo per sottolineare la mia voglia di vivere ” NON PERDE MAI CHI NON SMETTE DI TENTARE” Grazie e scusatemi .

    • Massimo Clementi 5 Aprile, 2018 at 18:01 Rispondi

      Ciao Giorgio,
      anzitutto scusa il ritardo con cui ti rispondo e grazie per aver condiviso con noi la tua storia, la tua volontà e la forza d’animo con cui stai affrontando il tuo percorso sono un bellissimo esempio per noi e per tutti i lettori di Trekking.it.

      Il nostro sito è il punto di ritrovo e incontro di chi ama camminare per stare bene e conoscere il mondo, sono le storie come le tue che ci danno la forza e volontà di continuare sul nostro sentiero.
      Scrive pure a rivista@trekking.it per contattarci, ci farebbe piacere poter raccontare il tuo percorso di recupero magari in modo più approfondito.
      Un caro saluto da parte mia e di tutta la redazione!

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