Jeep Camp 2019 devasta il cuore verde del Trentino | Trekking.it

Jeep Camp 2019 devasta il cuore verde del Trentino

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Jeep Camp 2019 devasta il “Cuore verde del Trentino” con oltre 750 fuoristrada! Al cospetto delle Pale di San Martino quale messaggio turistico si vuole dare? Il territorio “Green way” si è rifatto il trucco… perdendo credibilità!

La Provincia di Trento e l’Apt San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi con un colpo di genio (malato) hanno cancellato almeno tre decenni di politiche turistiche mirate alla valorizzazione del territorio, del suo rispetto e dei valori del turismo sostenibile e a basso impatto.

A metà luglio, con la benedizione della nuova giunta leghista, sono arrivati al cospetto delle Pale di San Martino, e nel cuore del Parco Naturale di Paneveggio, 750 veicoli fuoristrada per il “Jeep Camp 2019”, seguiti da oltre 1600 appassionati supporters e fans del fuoristrada, oltre a 300 giornalisti da tutta Europa con una delegazione dal Medio Oriente, dal Giappone e dall’Africa del Nord.

Per non farsi mancare nulla, al “Campo Base” della manifestazione, allestito all’interno dei confini del Parco Naturale, è stata montata anche una “ruota panoramica“!

Lo scopo della manifestazione era far provare ad appassionati della guida in fuoristrada le potenzialità dei veicoli Jeep su tutti i terreni più impegnativi, e per tre giorni, in discredito a qualsiasi rispetto per il territorio, automezzi e driver hanno assalito con le loro ruote artigliate sentieri di montagna, strade forestali, prati, piste da sci.

Lasciando un malloppo di circa 400.000 euro nelle tasche di albergatori, baristi, ristoratori e commercianti vari, e sul terreno una devastazione che neppure la terribile tempesta Vaia, nell’ottobre scorso, era riuscita a produrre.

Per vedere alcune immagini del “passaggio” di 750 veicoli nel delicato ecosistema del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, si può scorrere la rassegna fotografica pubblicata sul sito del quotidiano trentino L’Adige.

Gli operatori turistici della zona, con le tasche gonfie di Euri, gongolano. “Finalmente il nostro territorio verrà conosciuto a livello internazionale, e arriveranno a frotte turisti famelici di bei panorami, calorosa accoglienza, e ospitalità di alto livello!”

Contro la manifestazione si sono schierate le associazioni ambientaliste, il CAI tramite la Società degli Alpinisti Tridentini, il WWF, mentre ha brillato per l’assordante silenzio la direzione del Parco.

I “contrari” si sono attirati gli strali e gli insulti di quanti hanno beneficiato dell’invasione, che hanno giustificato l’evento come “un nuovo modo di proporre la montagna” e sottolineando come “con il rispetto per l’ambiente non si guadagna!

 

I visionari di un gigantesco lunapark in stile Las Vegas

Mi sia concessa, a margine, una considerazione e una valutazione.

La prima si fonda sull’evidenza che, con questa presa di posizione, il governo della Provincia Autonoma di Trento smentisce e svilisce tre decenni di promozione turistica che rappresentava il Trentino come un’area in equilibrio armonico con il suo ambiente.

Non è tanto la manifestazione in se ad essere deleteria, quanto il messaggio che, proprio derivato dal fatto di essere “coperto” da molta stampa internazionale, ha presentato il Trentino e i suoi paesaggi non come un luogo da scoprire in punta di pedule godendo di panorami montani unici, ma come un gigantesco lunapark in stile Las Vegas dove le montagne, per quanto magnifiche, sono semplicemente lo sfondo per divertimenti che stanno all’antitesi del rispetto per l’ambiente.

Con buona pace di quel pugno di “operatori turistici” che hanno svenduto la leggenda delle Pale di San Martino per un piatto di lenticchie. Rancido.

La valutazione riguarda invece un possibile modello turistico di riferimento, la confinante Provincia di Bolzano.

Che ha fatto della qualità del proprio ambiente, della salvaguardia del territorio, della tutela della cultura rurale, i valori fondanti della propria proposta turistica.

I fenomeni del marketing targato San Martino di Castrozza e sostenuto dai “visionari” politicanti provinciali sostengono che con l’ambiente non si mangia.

Come mai, allora, in Trentino a metà luglio molte valli e strutture turistiche sono ancora semivuote, e torneranno ad esserlo dopo il 20 di agosto, mentre in Alto Adige la stagione estiva comincia a maggio e finisce a fine ottobre?

di Michele Dalla Palma

A proposito dell'autore

Michele Dalla Palma

Giornalista e fotografo, esploratore e grande viaggiatore, ho realizzato molte spedizioni e centinaia di reportages, in ogni continente, per la stampa italiana e internazionale; sono Direttore Responsabile della rivista TREKKING&Outdoor, una delle testate più qualificate sul mercato italiano nell’ambito del turismo responsabile.

4 comments

  1. Carlo 20 Luglio, 2019 at 11:23 Rispondi

    La specifica di “ con la benedizione della nuova giunta leghista” fa assumere all’articolo una connotazione anche politica, cosa assolutamente in contrasto, con lo spirito della rivista di cui nutro profonda stima anche nei confronti di Michele Della Palma che seguo da anni anche in Tv, che firma l’articolo.
    Con quanto detto, sia chiaro che non approvo la devastazione evidente dalle foto. Ma ritengo che una rivista come la vostra con uno spirito di libertà non debba assumere in alcun modo bandiere politiche.
    Cordiali saluti
    Ps
    Se era una giunta di sinistra o di centro ecc. era uguale.

    • Michele Dalla Palma 22 Luglio, 2019 at 10:43 Rispondi

      Gentile Carlo,
      purtroppo (o per fortuna) qualunque evento, azione, rapporto esista nella società civile è “politica”. E io, essendo totalmente anarchico e slegato da qualunque connotazione “partitica”, mi permetto e mi arrogo il diritto, coerente col mio ruolo, di fare delle valutazioni. Che, in quanto tali, sono obbligatoriamente “politiche” (non partitiche).
      Mi spiace per quelli che vorrebbero estraniare le proprie passioni dalla realtà, e pensano che una rivista come questa dovrebbe parlare solo di Heidi e delle sue caprette immerse in un panorama bucolico, ma se vogliamo che la citata fanciulla e le sue bestiole continuino a popolare l’immaginario dei nostri ambienti naturali, dobbiamo prendere posizioni molto precise. A volte “scomode” o addirittura fastidiose per chi, a differenza di me e della rivista che dirigo, si sente di appartenere all’una o all’altra compagine “partitica”.
      Per quanto concerne il territorio in cui vivo, la neoeletta giunta, a trazione integrale leghista, in pochi mesi ha messo in atto una serie ininterrotta di scelte e decisioni aberranti e sideralmente lontane da logica e buon senso da aver, di fatto, vanificato trent’anni di gestione e governo provinciale che, pur con variegati errori – ma solo chi non fa non sbaglia – aveva portato questo territorio ad essere un “modello virtuoso” di gestione e rapporto con l’ambiente.
      E, ribadisco, l’ha fatto con un’arroganza e una prepotenza inconcepibili, giustificabili solo con l’assoluta ignoranza, nel senso più ampio del termine, che contraddistingue individui senza competenze nè meriti, i quali, spinti da inconsulta rabbia “popolare” che ha creato uno tsunami devastante nella società civile, si sono trovati a governare un territorio fragile e delicato come il nostro, senza avere neppure la competenza per “governare” il salotto di casa propria.
      Io non mi sento rappresentato, nè voglio esserlo, da questa ciurma di insipienti perciò, finchè ne avrò facoltà, mi scaglierò con gli strumenti della logica, della dialettica e del buon senso contro questa barbarie che ci devasta. Sia gialla, o verde, o rossa, o nera, poco importa.
      Cordialità
      Michele Dalla Palma
      DIRETTORE RESPONSABILE TREKKING&OUTDOOR

  2. Andrea 28 Luglio, 2019 at 15:35 Rispondi

    Mi vergogno d’essere primierotto. La cosa allucinante è che i miei compaesani giustificano certi eventi dicendo che sono l’unico modo di far vivere la montagna. A me sembra invece che, al contrario, sono un duro colpo all’immagine del nostro territorio. Se io fossi un turista non andrei mai in un luogo dove, invece di valorizzare la cura del territorio, della cultura e tradizioni locali, ci si inchina alle logiche di mercato di certi “divertimenti”. Così, per riempire alberghi e bar per tre giorni, creiamo l’immagine di una montagna “tamarra e pacchiana”, svuotando gli stessi alberghi e bar per tutto il resto dell’anno. Concordo al 100% con l’articolo, soprattutto con il fatto che la provincia di Trento (così come quella di Belluno del resto) dovrebbe finalmente prendere la confinante Provincia di Bolzano come modello turistico di riferimento; nessuno nega che anche lì ci siano problemi, ma la differenza di mentalità si vede, eccome.

  3. Andrea 28 Luglio, 2019 at 15:38 Rispondi

    Mi vergogno d’essere primierotto. La cosa allucinante è che i miei compaesani giustificano certi eventi dicendo che sono l’unico modo di far vivere la montagna. A me sembra invece che, al contrario, sono un duro colpo all’immagine del nostro territorio. Se io fossi un turista non andrei mai in un luogo dove, invece di valorizzare la cura del territorio, della cultura e tradizioni locali, ci si inchina alle logiche di mercato di certi “divertimenti”. Così, per riempire alberghi e bar per tre giorni, creiamo l’immagine di una montagna “tamarra e pacchiana”, svuotando gli stessi alberghi e bar per tutto il resto dell’anno. Concordo al 100% con l’articolo, soprattutto con il fatto che la provincia di Trento (così come quella di Belluno del resto) dovrebbe finalmente prendere la confinante provincia di Bolzano come modello turistico di riferimento. Nessuno nega che anche lì ci siano problemi, ma la differenza di mentalità si nota, eccome.

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