Il GUARDAROBA del trekker! | Trekking.it

Il GUARDAROBA del trekker!

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Un tema che non si rivolge solamente ai neofiti, ma anche a chi da sempre trascorre il suo tempo libero camminando.

L’evoluzione di nuovi tessuti e prodotti avanza, tenersi aggiornati è importante per chi vuole aggiungere qualcosa al proprio bagaglio di conoscenze… e al proprio guardaroba.

In questo articolo vi aiutiamo a orientarvi nella scelta degli indumenti, delle calzature e dell’equipaggiamento indispensabile per affrontare al meglio qualsiasi tipo di percorso prescelto e in qualsiasi stagione.

Oltre a guidarvi nella scelta della nostra “cipolla” vi daremo alcune dritte per la manutenzione degli “indispensabili” per fare trekking!

Leggerezza, prima di tutto!

Il tempo dei maglioni di lana, delle camice di flanella e dei calzettoni della nonna, con buona pace dei nostalgici e del vintage, è finito da un pezzo.

Oggi la tecnologia ci mette a disposizione fibre, tessuti e membrane che garantiscono un comfort ben più elevato di quello a cui potevano aspirare i nostri padri e nonni.

Per raggiungere questo obiettivo le case produttrici hanno lavorato sul miglioramento di tre qualità fondamentali:

  • Traspirabilità – dalla maglietta intima alla giacca impermeabile passando per gli strati termici intermedi, tutto l’abbigliamento contemporaneo è pensato come una filiera, che consente di portare verso l’esterno l’umidità che il nostro corpo produce durante il movimento.
  • Leggerezza – a parità di prestazioni il peso (e pure il volume) dei capi odierni è ben più ridotto rispetto a quello dei capi che si utilizzavano anche solo 20 o 15 anni fa.
  • Impermeabilità – Softshell o hardshell che siano, i moderni “gusci” offrono una protezione eccellente da pioggia e vento, pur consentendo al nostro corpo di “respirare” e non annegare in un bagno di sudore.

Giusto per approfondire l’argomento…

 

Vestirsi a cipolla

(c) Damiano Levati/Storyteller-Labs

Lo sappiamo, la prima regola da seguire è “vestirsi a cipolla” e il primo strato, quello a contatto con la pelle, è forse il più importante di tutti.

La T-shirt è quindi una componente fondamentale non solo del guardaroba di casa ma anche dello zaino. Essendo l’indumento più a contatto con il corpo va scelto con molta attenzione.

Ma vediamo quali sono i tre diversi strati del leggendario “vestiario a cipolla” e la loro caratteristica prevalente.

Il capo d’abbigliamento per l’outdoor dovrebbe essere in grado di far uscire l’aria calda e umida, senza far penetrare l’acqua

Intimo

Il Base-layer eve essere prima di tutto traspirante. La sua funzione primaria è quella di allontanare dalla pelle l’umidità prodotta durante il movimento (aiutando così a disperdere il calore in eccesso).

Per questo i capi intimi vengono fabbricati con fibre idrofughe, che non assorbono le goccioline di sudore e asciugano molto rapidamente… ovviamente la classica e amatissima T-shirt in cotone non fa parte di questa categoria.

Strato termico

Il Mid-layer può essere costituito da uno o più capi, ma ha una sola parola d’ordine: leggerezza! Camice di flanella e maglioni di lana sono ormai un lontano ricordo, l’effetto termoisolante oggi lo si può avere con un buon pile da 400 grammi, se non addirittura 350 grammi: magia della fibre in poliestere e affini, che creano uno strato soffice, morbido, voluminoso ma altamente comprimibile, in grado di creare dei “cuscinetti” d’aria che fungono da isolante termico. Il bello è che questi capi sono anch’essi idrofughi, quindi anche quando si bagnano non si inzuppano e non aumentano di peso. Inoltre necessitano di poco tempo per asciugare.

Guscio

Sono lo strato più esterno della cipolla e la loro qualità principe è quella dell’impermeabilità, che non significa però “tenuta stagna”!

Un buon Outer-layer infatti deve essere impermeabile solo in un verso, cioè dall’esterno verso l’interno, bloccando l’intrusione dell’acqua o dell’aria fredda. Massima traspirabilità è invece richiesta in senso inverso: le gocce di sudore devono poter attraversare il guscio e disperdersi all’esterno, altrimenti la cipolla si trasformerebbe in una micidiale “pentola a pressione”!

Questa doppia funzione viene egregiamente svolta dalle membrane con cui vengono rivestiti i moderni gusci.

In questo articolo vi aiutiamo a orientarvi nella scelta degli indumenti per affrontare al meglio qualsiasi tipo di percorso prescelto e in qualsiasi stagione.

Pile: non se ne può fare a meno!

Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri (Ph Enrico Bottino)

Dopo la “maglietta della salute” il secondo strato da indossare è il pile che deve essere leggero, compatto, caldo, traspirante, smerigliato o no.

Possibilmente assicurare resistenza al vento se la nostra giacca vogliamo tenerla nascosta nello zaino.

Anche in questo caso lo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie ha permesso di ridurre ulteriormente spessore e peso di questo indumento fondamentale, per la gioia del nostro zaino e della nostra schiena.

Meglio se ha la zip completa così da poterla gestire in base al nostro calore corporeo e alle condizioni ambientali esterne, con il collo rialzato e con  tasche laterali e sul  petto per gli oggetti di uso frequente. Infine, caratteristiche fondamentale, il pile deve garantire libertà di movimento.

 

Giacca: il guscio insostituibile!

Speed Hiking Girls SS18. (c)Damiano Levati/Storyteller-Labs

Indispensabile, immancabile, imprescindibile. Il nostro guscio ideale è quello che garantisce la miglior barriera dalle intemperie con il massimo comfort e traspirabilità. Ed è quello destinato a durare maggiormente nel tempo, quindi, seppure l’investimento sia importante, affidiamoci a giacche dalle prestazioni elevate, questo è il nostro consiglio… Dobbiamo considerare che la giacca impermeabile e traspirante per uso tecnico alpino può essere utilizzata tutto l’anno e non solo nella stagione invernale.

Alcuni aspetti da prendere in considerazione: robustezza, impermeabilità, traspirazione, isolamento dal vento, doppio o triplo strato di GoreTex, sistema di protezione del cappuccio che deve poter contenere eventualmente il caschetto, maniche ergonomicamente che non ostacolino l’arrampicata, aperture per l’areazione e l’eliminazione del sudore, cerniere e tasche posizionate correttamente prevedendo l’uso dello zaino e dell’imbracatura da arrampicata, culisse in vita, patta copri cerniera, tasche di facile apertura anche se avete i guanti, tasche interne per la salvaguardia di materiale particolarmente delicato, 
chiusura dei polsini a velcro.

E non ultima: la leggerezza, costante delle nostre scelte per quanto riguarda abbigliamento e gli accessori.

Oggi ne esistono di leggerissime che si accartocciano in un pugno, ma in ogni caso deve essere di tessuto tecnico come il Goretex, Polartec, Primaloft, impermeabile, traspirante, con il cappuccio, le cuciture termosaldate per non far infiltrare l’acqua piovana, antistrappo con rinforzi sui punti di logoramento come spalle e gomiti.

Il top? Cappuccio  con cordino,  cordino in vita, polsini che si stringono e tasche con zip termosaldata, meglio se anche sul petto.

I pantaloni

L’itinerario e il clima influiscono in maniera decisa sulla scelta dei calzoni da indossare per le nostre camminate. Ovviamente i jeans sono banditi da ogni ipotetica location delle nostre escursioni, questa è una certezza per iniziare a pensare a pantaloni tecnici e specifici per il trekking.

Per la loro comodità, versatilità e traspirabilità la scelta è ampia, in commercio ci sono vari modelli e in questo articolo vi forniremo una serie di consigli su come scegliere il modello più adatto a voi ma anche alle esigenze che si presentano in base al clima e all’ambiente.

Tra le varie caratteristiche importanti, prenderemo in esame anche i diversi tipi di tessuto, il fattore Upf (Ultraviolet Protection Factor), impermeabilità all’acqua e al vento, sempre nella convinzione, al momento della scelta, che vale la pena investire una somma più alta per un prodotto più durevole e di qualità.

Scarpe, sandali, suole e solette

Nel caso di trekking di più giorni, in base alle diverse situazioni e ai tipi di terreno che s’incontrano si può alternare il classico scarpone alle scarpe basse e leggere. Qualche etto in più sulla schiena quando una delle due calzature rimane nello zaino, può garantire una maggiore sicurezza, può evitare spiacevoli rimpianti e qualche fastidiosa vescica (Ph Enrico Bottino)

Serve un paio di scarpe!

Concetto lapalissiano, se non fosse che spesso, in nome della moda, indossiamo oggetti stravaganti che tutto sono fuorché idonei a sostenere in modo corretto la nostra struttura.

La calzatura, ben prima di essere un complemento del look, deve assolvere alla funzione fondamentale di supportare in modo adeguato la complessa “macchina” costituita dalle articolazioni e dalle ossa.

Un congegno complicatissimo e perfetto, che per funzionare in modo adeguato necessita di altrettanta precisione.

Nel caso dell’escursionismo, poi, oltre al supporto vengono richieste altre importanti caratteristiche: isolamento dall’ambiente esterno, traspirabilità, tenuta laterale, flessione progressiva, grip, e molto altro.

Trekking leggero, outdoor, viaggi e tempo libero
 – Calzature leggere, spesso ipertraspiranti, a volte anche waterproof grazie alle membrane inserite nella fodera. Ottime per l’escursionismo leggero, per le camminate di tutti i giorni, per il tempo libero e per viaggiare sempre col massimo comfort e prestazioni.

Escursionismo e trekking all terrain
 – Sono le “mid”, calzature ideali per l’escursionismo giornaliero in ogni stagione. “Tutti i terreni” è la caratteristica di queste scarpe, strutturate per dare sostegno e precisione alla camminata anche su superfici sconnesse e sentieri impegnativi. Caratteristiche che non influiscono sul comfort, sempre ai massimi livelli grazie a membrane impermeabili ma traspiranti e a sistemi suola/intersuola capaci di assorbire ogni asperità.

Trekking impegnativo 
e “alta quota”
 – In questa categoria rientrano le calzature ben strutturate, mid o alte, quasi sempre con tomaia impermeabile, per utilizzi su tutti i terreni; in questo gruppo entrano anche i modelli “Alta Quota”, caratterizzati da suole ramponabili con attrezzi automatici o semiautomatici, tenuta termica e impermeabilità garantite per gli utilizzi e le condizioni più impegnative, come il trekking in alta quota, ghiacciai, spedizioni.

 

Inoltre ci sono prodotti che essendo “invisibili” spesso non vengono nemmeno considerati come necessari: l’esempio eclatante sono le solette anatomiche, un aspetto poco trattato ma molto importante per il successo delle nostre camminate.

Le calze: il cuscinetto di comfort

Sono fondamentali per la salute dei nostri piedi, se vogliamo evitare l’insorgere di vesciche dobbiamo mantenerli all’asciutto e evitare che subiscano sfregamenti con le pedule e gli scarponi.

La scelta dipenderà anche in questo caso dalle temperature e dal tipo di calzatura indossata: ad esempio gli scarponi da alpinismo sono più rigidi e duri pertanto per evitare abrasioni le calze dovranno avere rinforzi maggiorati sul tallone e la punta.

Inoltre prenderemo in esame i diversi tessuti naturali e sintetici adottati per le calze tecniche, con pregi e difetti di ciascuno: ad esempio Termolite, Thermax, Thermasta trattengono il calore come la lana ma sono più resistenti allo sfregamento e si asciugano più velocemente.

Quest’ultimo aspetto è importante, infatti le aziende adottano nelle calze spessori differenziati anche per creare canali d’aria dai quali l’umidità riesce ad evaporare ancora più velocemente.

Sono tanti gli aspetti da prendere in esame per ottenere dalle nostre calze comfort e perfomance adeguate.

Guanti e berretti: alt al freddo!

Dopo le calze continuiamo ad occuparci delle parti periferiche del nostro corpo, più sensibili agli sbalzi termici. Le mani sono particolarmente sensibili alle basse temperature, dobbiamo proteggerle e al tempo stesso mantenere la loro dinamicità e la presa su strumenti e attrezzature.

Le mani tenute al caldo migliorano pertanto anche la nostra sicurezza. La scelta è varia: guanti da alpinismo con guanto interno, moffole con protezione delle dita retraibile (utile ad esempio quando si deve manipolare le corde, scattare una foto, ecc), moffole integrali per alpinismo d’alta quota, ecc.

In estate una bandana o il berretto un frontino leggero per proteggersi dal sole servono a proteggere il nostro capo, soprattutto quando non è protetto di suo da una folta capigliatura. Naturalmente nella stagione invernale il berretto diventa ancora più indispensabile.

 

Testi di Enrico Bottino e Serafino Ripamonti

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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