Camminare in autunno: attrezzature e consigli | Trekking.it

Camminare in autunno: attrezzature e consigli

Categorie: I nostri consigli
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Trekker cammina guardando il mare alle lofoten

L’autunno, con i suoi colori, le sue luci, le sue foschie, i suoi profumi e sapori è uno dei periodi più belli per camminare

Ma è anche una stagione “di passaggio” in cui il cambiamento del clima e delle temperature può riservare sorprese inattese all’escursionista, non tutte piacevoli!

È questo il periodo in cui, anche a quote di media e bassa montagna, le temperature notturne possono scendere sotto zero, causando la formazione di imprevisti tratti ghiacciati sui sentieri.

L’arrivo improvviso del vento da nord può far calare le temperature anche in una giornata di bel tempo. Basta poi una piccola perturbazione, che porti neve o pioggia, per cambiare decisamente il clima della giornata.

Poi ci sono le ore di luce che vanno diminuendo e, quando arriva il buio, le “azzurre sere d’estate” sono solo un ricordo.

A ottobre e novembre ci vogliono pochi minuti per passare dal tramonto al buio pesto e quello che comincia a soffiare, dopo che il sole se n’è andato dall’altra parte del mondo, non è uno zefiro di primavera, ma l’alito gelido dell’inverno in arrivo!

Forse ci siamo andati giù un po’ pesanti e a qualcuno, più che la voglia di camminare, avremo fatto venire il desiderio di rintanarsi nel caldo e nella sicurezza delle mura di cas

In realtà le situazioni che sopra abbiamo descritto così a tinte fosche, non hanno nulla di tragico se affrontate con la giusta preparazione e attrezzatura.

Non è che, per camminare d’autunno, servano chissà quali esperienze e tecniche esoteriche.

È sufficiente un po’ di consapevolezza del fatto che, in questa stagione di mezzo, nel giro di pochi giorni, si può passare da climi e temperature ancora estivi a quelli invernali, per poi fare magari di nuovo marcia indietro, e non è raro che queste oscillazioni si verifichino nell’ambito di una stessa giornata.

Questa deve essere la prima cosa da tenere in considerazione quando si pianificano le gite autunnali.

Meglio prevedere…

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Un occhio di particolare riguardo va dato quindi alle previsioni meteo: il fatto che venerdì si faccia pausa pranzo in camicia nei giardini della piazza non significa necessariamente che domenica si potrà scorrazzare allegramente in montagna con addosso solo una maglietta…

Se poi in settimana ha fatto brutto tempo e nel weekend danno bello, è bene valutare l’evoluzione delle temperature, perché potrebbero già verificarsi quelle condizioni tipiche della stagione invernale per cui l’arrivo dell’alta pressione corrisponde con quello del freddo.

 

Abbigliamento caldo e impermeabile

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Viste tutte queste premesse, nel momento in cui andremo a preparare lo zaino per le nostre escursioni autunnali sarà indispensabile rinforzare l’abbigliamento leggero dell’estate con qualcosa di più “corposo”.

Le T-shirt tecniche e super traspiranti vanno benissimo: nelle ore più calde forse riusciremo ancora a utilizzarle come strato unico, ma dovremo avere a disposizione almeno un buon pile, da indossare sopra la maglietta come strato termico, e una buona giacca impermeabile, da utilizzare come guscio esterno per ogni evenienza.

Consigli per scegliere la giacca impermeabile

I pantaloni corti in autunno hanno decisamente finito il loro tempo, quelli convertibili (quelli con le zip per togliere e mettere rapidamente la parte inferiore delle gambe) possono andare ancora bene, ma di solito sono realizzati con tessuti molto leggeri e traspiranti e, se le previsioni meteo non sono delle migliori, è meglio attrezzarsi con capi più performanti sotto l’aspetto dell’isolamento termico e dell’idrorepellenza.

 

Guanti, berretta, pila frontale e coperta isotermica

Anche se le previsioni sono ottime, anche se le temperature sono decisamente al di sopra della media stagionale, nello zaino per le escursioni autunnali è sempre bene trovare uno spazio per guanti e berretta.

 → Il Kit di Primo soccorso: scegliere quello giusto!

Se tutto andrà come deve andare rimarranno probabilmente inutilizzati, ma state pur certi che se il meteo non dovesse essere così buono come previsto o se, per qualche contrattempo, vi troverete ancora sul sentiero dopo il calare del sole, avrete modo di benedire quei 50 grammi in più di zavorra che vi siete portati appresso. Già che ci siete buttate nella tasca superiore dello zaino anche una pila frontale.7

 → Le migliori pile frontali per il trekking!

Altro oggettino della serie “non si sa mai” è la coperta isotermica: pochissimi euro, pochissimi grammi, pochissimo ingombro è una funzione decisamente vitale in caso di necessità!

 

 

Ad ogni stagione la sua scarpa

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Passiamo ora alle scarpe. Anche per questa fondamentale attrezzatura escursionistica è consigliabile fare un po’ di reset rispetto ai parametri estivi.

È giunta l’ora di lasciar riposare le scarpe basse da escursionismo leggero e dotarsi di scarponcini più “tosti”, in grado di affrontare fango e umidità, che in questa stagione certo non sono rari.

→ I migliori scarponcini per il trekking autunnale

Non servono necessariamente gli scarponi invernali (quelli pensati per l’utilizzo in alta montagna o per le uscite invernali su neve), ma è bene dotarsi di calzature alte alla caviglia, magari costruite con l’utilizzo di membrane impermeabili.

 

Ramponi e ramponcini

Abbiamo già accennato alla possibilità di trovare lungo i sentieri in questa stagione qualche tratto con ghiaccio o chiazze di neve dura, difficili e precari da superare.

Affermare che, vista questa eventualità, anche in autunno dobbiamo avere sempre con noi un paio di ramponi sarebbe probabilmente eccessivo.

Meglio, anche in questo caso, affidarsi prima di tutto alla prevenzione: una telefonata al rifugio della zona o un giro sui forum di settore ci possono dare preziose informazioni aggiornate sulle condizioni dell’itinerario.

Se poi vogliamo darci qualche sicurezza in più, possiamo dotarci di un paio di ramponcini superleggeri, quelli con la fascia in gomma che si indossa sopra la scarpa e dotati punte in acciaio, meglio lasciar perdere quelli che, per far presa su ghiaccio e neve, hanno solo delle catenelle o addirittura dei “chiodini”.

I ramponcini, ovviamente, vanno utilizzati tenendo conto dei loro limiti tecnici e strutturali: vanno bene si sentieri facili e pendenze modeste, ma non sono assolutamente adatti per la progressione su pendii ripidi di neve o ghiaccio.

Se le informazioni che abbiamo preso sulle condizioni dell’itinerario (perché ci siamo informati, vero?) ci dicono che la prima neve e già caduta abbondante e quindi siamo in una situazione invernale, sarà bene partire da casa con scarponi pesanti e ramponi pronti alluso.

 

 

A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

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