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Benvenuti nel CENTRO FONDO

Categorie: Italia, Reportage
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Nei silenzi fatti di neve, le piste di fondo attendo tutti!

Chi ha appena iniziato a sciare e chi non smetterà mai di farlo, i piccolissimi e le famiglie, chi si allena con impegno e chi si incanta davanti al paesaggio.

Questa specialità invernale, che coinvolge tutta la muscolatura, migliora la resistenza, il senso dell’equilibrio e le capacità di coordinamento, è forse una delle attività su neve maggiormente accessibile, proprio come le ciaspole.

Sport per tutti significa anche accessibilità dal punto di vista economico; il fondo non delude nemmeno sotto questo aspetto grazie a biglietti d’ingresso mai troppo costosi e a soluzioni particolarmente ragionevoli per il noleggio dell’attrezzatura.

Infine, non possiamo certo presentare un’attività outdoor che non tenga conto di gusti dei nostri lettori: una giornata sugli sci da fondo garantisce un intenso contatto con l’ambiente naturale attraverso tracciati che si sviluppano lungo valli, pianori e boschi, decisamente lontani dalla confusione delle stazioni sciistiche, dal loro fastidioso inquinamento acustico, dalle code interminabili e dalle tante infrastrutture che deturpano il paesaggio.

Benvenuti al centro fondo

Per praticare lo sci di fondo scegliete un centro attrezzato in grado di offrire l’assistenza di cui avete bisogno.

Le piste si distinguono per l’inconfondibile impronta sulla neve dei binari paralleli che corrono accanto ad un più ampio spazio appositamente battuto: quest’area è pensata unicamente per lo sci pertanto siete pregati di rispettarla evitando di camminare con gli scarponi o con le ciaspole che rovinerebbero la pista pazientemente preparata dal gatto delle nevi nelle ore notturne.

La cura e la manutenzione delle piste, che consente di praticare al meglio l’attività sportiva, giustifica spesso il biglietto di ingresso, dal costo sempre ragionevole, che potete acquistare sul posto. Ancora al centro fondo, trovate una mappa o piccole carte pieghevoli che illustrano lo sviluppo e le caratteristiche dei tracciati presenti.

La scala di difficoltà dei percorsi è data da indicazioni cromatiche come avviene per lo sci alpino: linee azzurre, rosse e nere indicano piste facili, medie e difficili.

Tra le difficoltà più diffuse si segnalano salite particolarmente ripide o dislivelli importanti da superare, discese con tratti curvi che impediscono la visibilità, tracciati stretti o su piani inclinati.

Altro elemento da tenere in considerazione è il numero di chilometri dei singoli tracciati; si tratta infatti di uno sport di resistenza e occorre saper dosare bene le proprie forze in relazione alle condizioni fisiche e alle capacità tecniche.

Un tratto in discesa della pista che conduce a Lillaz, nel comprensorio di Cogne (Foto Claudio Trova)

Tutti in pista

I binari impressi nella neve e lo spazio libero che li affianca sono rispettivamente dedicati alle due tecniche dello sci di fondo, la tecnica classica e la tecnica libera o skating.

È consigliabile iniziare con il passo alternato, interprete della prima tecnica citata, i cui movimenti sono relativamente vicini a quelli della camminata e della corsa.

Ormai sollevati dalla difficile scelta tra le infinite combinazioni di scioline da tenuta, i principianti e i turisti possono oggi usufruire degli sci a soletta squamata, che consente all’attrezzo di non scivolare all’indietro e fare presa sulla neve.

I maestri, cui potete rivolgervi presso i centri fondo, vi insegneranno a progredire con gli sci paralleli all’interno dei binari, alternando gambe e braccia nella scivolata e ad affrontare le prime salite a “spina di pesce”, con l’apertura delle punte e la chiusura delle code, o le divertenti discese a “spazzaneve”.

Tutti i passi e le tecniche dello sci di fondo si eseguono con il tallone libero, la scarpetta da fondo è infatti agganciata all’attacco solo in punta.

Il passo pattinato o skating, prevede invece l’utilizzo di uno spazio battuto fuori dal binario e movimenti che prendono spunto dal pattinaggio.

Gli sci scorrono alternativamente, divaricati in punta, in posizione diagonale rispetto al senso di marcia.

Una tecnica elegante che richiede un maggior dispendio di energia ma, allo stesso tempo, regala velocità e grandi soddisfazioni.

Tra Tirolo e Carinzia, paradisi dello sci di fondo

L’altipiano di Seefeld, in Tirolo, e la valle del Gail, in Carinzia, sono due tra le più note ed attrezzate zone dell’Austria dedicate agli appassionati degli sci “stretti”.

Seefeld, insieme alle sue frazioni di Leutasch, Mösern, Reith e Scharnitz, 20 chilometri circa a Nord-Ovest di Innsbruck e 10 dal confine con la Germania, offre sul suo altipiano l’imbarazzo della scelta tra oltre 266 chilometri di piste, preparate perfettamente e con svariati gradi di difficoltà, secondo la grande vocazione fondistica dell’area.

Di recente sono state inaugurate anche alcune piste speciali: illuminate artificialmente per permettere di sciare anche nelle ore notturne, percorribili con slittino o con i cani e adeguate ai diversamente abili.

La Valle del Gail, nella vicina Carinzia, presenta caratteristiche decisamente diverse. Meno vacanziera, più tranquilla e rilassata, è adatta a chi ama immergersi totalmente nella natura.

La sua bassa quota (tra i 698 ed i 703) non deve sorprendere: l’esposizione e le basse temperature fanno sì che la neve rimanga inalterata per tutta la stagione invernale.

Nel triangolo Kötschach-Mauthen – Hermagor – passo di Pramollo (a cavallo del Friuli), circa 30 chilometri in linea d’aria, si contano quasi 300 chilometri di tracciati complessivi, tra quelli di fondo valle e quelli vicino al passo, che sfiorano quota 1500.

Tra i centri principali della valle, con tracciati per passo classico o skating, Kötschach-Mauthen (70 km di piste), Dellach (7,5 km), Kirchbach (25 km).

Un borgo caratteristico ai margini della pista della Valnontey

Cogne, la regina degli sci stretti

Tutto, a Cogne, parla di sci di fondo. Tra le cime della Grivola e del Gran Paradiso si sviluppano oltre 80 chilometri di piste, i cui tracciati sono pensati per le più diverse esigenze e capacità tecniche.

Valli nascoste, lo scorrere dell’acqua sotto al ghiaccio, i grandi boschi di conifere e betulle e le conche bianche che si riempiono di luce accompagnano i fondisti alla scoperta di un comprensorio unico nel suo genere.

Già a valle di Cogne, dal villaggio di Epinel, si segue il torrente con un lungo piano inclinato che porta agli anelli ampi e soleggiati di Prato Sant’Orso, ideali per muovere i primi passi sugli sci.

Da qui si può raggiungere l’idilliaca Lillaz, senza mai abbandonare gli sci, arrivando in vista delle suggestive cascate di ghiaccio; percorrere la meravigliosa quanto impegnativa Sylvenoire, nel cuore del bosco, e conquistare l’incontaminato piano della Valnontey, regno del silenzio e degli animali del Parco.

L’anima nordica della Valsesia

Riva Valdobbia è un antico borgo, celebre soprattutto per la sua parrocchiale, che ostenta una facciata con splendidi affreschi, opera di Melchiorre d’Errico e risalenti al 1597.

Alagna Valsesia non ha invece bisogno di presentazioni: il paese è frequentata base per le salite al gruppo del Monte Rosa; l’abitato è caratterizzato in modo inequivocabile dalla presenza di abitazioni in stile Walser, antica popolazione di origine germanica, giunta in Valsesia tra il 1000 ed il 1300.

Tra i due centri abitati si sviluppa una splendida pista di sci nordico, che si distende su dolci pendenze tra boschi di betulle, altre latifoglie e qualche conifera.

Sciando a lato del torrente, è possibile godere di suggestivi scorci sulle cime più alte del Rosa, in particolare sulla Parrot e sulla Gnifetti, sulla quale in condizioni di buona visibilità non è difficile scorgere la Capanna Regina Margherita. Ulteriore elemento di interesse è il passaggio per Gabbio e Balma, frazioni in tipico stile Walser.

Piste per grandi e per piccini

Val di Sole sotto la neve

Circondata da alcuni dei gruppi montuosi più famosi dell’arco alpino, come l’Ortles, il Cevedale, la Presanella, l’Adamello e le Dolomiti di Brenta, la val di Sole è il comprensorio sciistico più esteso del Trentino occidentale. Parte del territorio della valle rientra nel Parco Nazionale dello Stelvio a nord e del Parco Naturale Adamello Brenta a sud. Nell’area di fondovalle troviamo torrenti pescosi, castelli, vecchi insediamenti dove il tempo pare essersi fermato e chiese antiche.

Testi di Elisa Canepa, Aldo Frezza e Claudio Trova / Foto di Giacomo Canepa, Aldo Frezza e Claudio Trova

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