Soccorso alpino: dove, quanto e perché si paga | Trekking.it

Soccorso alpino: dove, quanto e perché si paga

Categorie: Italia, Reportage
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Negli ultimi anni si è molto parlato dell’introduzione del soccorso alpino a pagamento. Un tema decisamente caldo e in grado di accendere gli animi, tanto che, il più delle volte, il dibattito si è subito perso in un labirinto di risvolti legati all’etica e/o alla cultura dell’alpinismo, spesso senza un adeguato approfondimento del reale oggetto del contendere, cioè senza avere ben chiaro cosa si paga e perché.

Può essere utile quindi fare qualche passo indietro, cercando innanzitutto di capire come s’inquadra l’attività di soccorso alpino nell’ambito del sistema sanitario italiano.

Il soccorso in montagna e il Servizio Sanitario di Urgenza Emergenza Medica

Quando si parla di soccorso alpino o soccorso in montagna si fa riferimento alle attività connesse al recupero e alla messa in sicurezza di persone colte da malore o coinvolte in incidenti nell’ambiente naturale montano, ovvero in luoghi impervi e ostili, dove non è possibile intervenire con metodi e mezzi “normali”.

Il soccorso alpino rientra pertanto fra le operatività di ricerca e soccorso codificate a livello internazionale con l’acronimo SAR (Search And Rescue).

Questo genere di attività in Italia è gestito dal Servizio Sanitario di Urgenza Emergenza Medica (SSUEM), meglio conosciuto come 118, il cui compito è quello di coordinare tutta la trafila del soccorso sanitario d’urgenza in sede extraospedaliera.

Per quanto concerne il soccorso in ambiente montano, il SSUEM, a seguito di apposite convenzioni, si avvale della collaborazione di strutture dotate di competenze e mezzi adeguati: CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), il SAGF (Soccorso alpino del Corpo della Guardia di Finanza), le Squadre Soccorso SAR del Comando truppe alpine dell’Esercito e gli specialisti SAF del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Ph: Archivio CNSAS

Trasporto e soccorso: gratuiti solo per l’emergenza sanitaria

Siamo qui ad un punto cruciale della questione. L’inserimento dell’attività di soccorso alpino fra i servizi di emergenza sanitaria fa sì che ad esso si applichi l’articolo 11 del Decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992 “Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza”, che stabilisce quanto segue:

“Gli oneri delle prestazioni di trasporto e soccorso sono a carico del servizio sanitario nazionale solo se il trasporto è disposto dalla centrale operativa e comporta il ricovero del paziente. Detti oneri sono altresì a carico del servizio sanitario nazionale anche in mancanza di ricovero determinata da accertamenti effettuati al pronto soccorso”

Questo punto è il discrimine fondamentale su cui alcune regioni si sono basate per l’imposizione dei ticket a carico delle persone soccorse. Si tratta in sostanza di un’applicazione letterale dell’articolo di legge: nel momento in cui il medico non ravvisa la necessità del ricovero in pronto soccorso, il trasporto e il soccorso non possono essere considerati come attività di emergenza e pertanto non possono essere messi a carico del servizio sanitario nazionale, ma necessitano una compartecipazione alla spesa, parziale o totale, da parte del recuperato.

A motivazione di questo “puntiglio” nell’applicazione della norma vengono spesso chiamate in causa, da parte dei legislatori regionali, la particolare complessità, onerosità e pericolosità degli interventi di recupero e soccorso in montagna, attribuendo più o meno esplicitamente all’onere finanziario anche un valore dissuasivo di comportamenti irresponsabili (che sono infatti quelli per i quali la compartecipazione alla spesa è maggiormente elevata).

Azioni complesse di recupero e soccorso: ticket anche per le emergenze

Basandosi proprio sull’elevato impegno organizzativo ed economico del soccorso in montagna (in particolare quando viene richiesto l’intervento dell’elicottero), le province autonome di Trento e Bolozano si sono spinte sino a richiedere un ticket (peraltro molto contenuto) anche per i recuperi ai quali consegue un ricovero in pronto soccorso o ospedaliero.

Qualcosa di simile ha fatto anche il Veneto, dove il ticket è applicato anche a coloro che, pur venendo venendo ricoverati, sono stati soccorsi nell’ambito di attività sportive estreme come l’alpinismo su roccia e ghiaccio, la mountain bike su percorsi difficili o il parapendio.

Ph: Archivio CNSAS

Le regioni dove si paga

Ad oggi le regioni dove sono in vigore i ticket sono sostanzialmente quelle dell’Arco alpino, ad eccezione della Liguria e del Friuli Venezia Giulia.

In quest’ultima regione il principio della compartecipazione alla spesa per i soccorsi dove non si riscontra emergenza sanitaria è stato introdotto con la legge n° 24 del 16 giugno 2017, alla quale però non sono ancora seguiti i regolamenti attuativi che dovranno determinare l’entità dei ticket.

Particolare è anche il caso del Piemonte dove la legge che istituisce i ticket e il decreto che ne determina le tariffe e le modalità di applicazione sono in vigore dal 2016, ma non sono ancora stati applicati.

In area appenninica solo l’Abruzzo ha approvato una legge nell’ambito della quale (Art 11) si introduce il principio del soccorso a pagamento (vedi testo di legge). I decreti attuativi e pertanto i ticket per il soccorso, avrebbero dovuto essere emanati entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge. Il tutto però è al momento bloccato, in quanto la norma è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale.

È importante puntualizzare che i ticket vengono incassati direttamente dai servizi sanitari delle regioni a copertura delle spese sostenute, mentre le organizzazioni che operano sul campo per il soccorso in montagna (CNSAS, SAGF, Soccorso delle Truppe Alpine e Vigili del Fuoco) non percepiscono in alcun modo rimborsi derivanti da queste compartecipazioni.

Nel seguito riportiamo un prospetto riassuntivo delle differenti casistiche e tariffe in ciascuna delle regioni dove sono stati istituiti i ticket per il soccorso alpino.

REGIONE VALLE D’AOSTA

– Delibera: n. 1054 del 4 agosto 2016

– RECUPERO CON RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO:

  • GRATUITO

– RECUPERO SENZA RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO:

  • CHIAMATA IMMOTIVATA (mancanza di un effettiva situazione di pericolo):
    Copertura dell’intero costo dell’intervento di elisoccorso: 120 €/min
  • CHIAMATA INAPPROPRIATA (mancanza di giustificazioni sanitarie a motivo della chiamata):
    Copertura del costo dell’intervento di elisoccorso (120 €/min) fino a un max di 3500 

REGIONE PIEMONTE

– Delibera: n. 27-2363 del 2 novembre 2015

– RECUPERO CON RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO:

  • GRATUITO

– RECUPERO SENZA RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO:

  • CHIAMATA IMMOTIVATA (mancanza di un effettiva situazione di pericolo o causata da un comportamento irresponsabile) – Copertura dell’intero costo comprensivo di:
    – Diritto fisso di chiamata: 120 €
    – Costo elisoccorso: 120 €/minuto
    – Costo squadra a terra del CNSAS per ogni ora aggiuntiva oltre la prima: 50 €
  • CHIAMATA INAPPROPRIATA (causata da utilizzo di dotazione tecnica non adeguata, ovvero dalla scelta di percorsi non adeguati al livello di capacità, o dal mancato rispetto di indicazioni, divieti o limitazioni) – Pagamento dei costi di intervento fino a 1000 €, comprensivi di:
    – Diritto fisso di chiamata: 120 €
    – Costo elisoccorso: 120 €/minuto
    – Costo squadra a terra del CNSAS per ogni ora aggiuntiva oltre la prima: 50 €

REGIONE LOMBARDIA

– Delibera: n. X/4340 del 20 novembre 2015

– RECUPRO CON RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO:

  • GRATUITO

– RECUPRO SENZA RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO:

  • MEZZO DI SOCCORSO DI BASE (ambulanza di tipo A con soccorritori certificati di cui un autista):
    – Residenti: 39,20 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
    – Non residenti: 56 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
  • MEZZO DI SOCCORSO INTERMEDIO (infermiere e autista/soccorritori certificati):
    – Residenti: 49 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
    – Non residenti: 70 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
  • MEZZO DI SOCCORSO AVANZATO (ambulanza di tipo A con autista/soccorritore certificato, medico e infermiere:
    – Residenti: 80,50 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
    – Non residenti: 115 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
  • SQUADRA A TERRA DEL CNSAS:
    – Residenti: 66,50 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
    – Non residenti: 95 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
  • ELISOCCORSO (equipaggio di volo, medico, infermiere e tecnico di elisoccorso del CNSAS):
    – Residenti: 1050 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
    – Non residenti: 1500 €/ora (+30% per comportamento imprudente)
  • IMPORTO MASSIMALE ESIGIBILE:
    – Residenti
    : 420 € (+30% per comportamento imprudente)
    – Non residenti: 600 € (+30% per comportamento imprudente)

REGIONE VENETO

– Delibera: n. 1411 del 6 settembre 2011

– RECUPERO CON RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO PER ATTIVITÀ NON AD ELEVATO RISCHIO DI SOCCORSO (ad esempio: escursionismo a piedi o mountain bike su percorsi facili):

  • GRATUITO

– RECUPERO CON RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO PER ATTIVITÀ AD ELEVATO RISCHIO DI SOCCORSO (alpinismo su roccia o ghiacciai; arrampicata libera; scialpinismo; speleologia; parapendio o deltaplano anche a motore; salti dal trampolino con sci o idrosci; sci acrobatico; rafting; mountain-bike in ambiente impervio; utilizzo a scopo ricreativo di veicoli a motore e fuoristrada in ambiente impervio):

  • Diritto fisso chiamata squadre a terra: € 200 + € 50 per ogni ora aggiuntiva oltre la prima, fino ad un max di € 500
  • Elisoccorso: € 25 a minuto di volo, fino ad un massimo di € 500
  • In caso di intervento congiunto di squadre a terra ed elicottero, si applicano gli stessi importi suindicati, fino ad un importo massimo complessivo di € 700

– CHIAMATA IMMOTIVATA, MANCATO O RIFIUTATO RICOVERO:

  • Diritto fisso chiamata squadre a terra: € 200 + € 50 per ogni ora aggiuntiva oltre la prima, fino ad un max di € 1500
  • Elisoccorso: € 90 a minuto di volo, fino ad un massimo di € 7500

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

– Delibera: n. 644 del 5 aprile 2012

– INTERVENTO DI ELISOCCORSO CON RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO:

  • € 36,15 (non richiesto in caso di decesso del paziente)

-INTERVENTO DI ELISOCCORSO DI SOGGETTI IN GRAVE PERICOLO AMBIENTALE MA INCOLUMI E NON NECESSITANTI RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO (ad es. l’escursionista bloccato in parete):

  • € 750

-INTERVENTO DI ELISOCCORSO PER CHIAMATA TOTALMENTE INAPPROPRIATA SOTTO IL PROFILO SANITARIO, con mancato o rifiutato ricovero:

  • Pagamento dell’intero costo dell’intervento: € 98 oppure € 140 per minuto di volo, a seconda dell’elicottero utilizzato

– PER GLI STRANIERI NON ISCRITTI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE le tariffe sono a prestazione e per l’elisoccorso a minuto di volo a seconda del modello di elicottero utilizzato

NB – Nella Provincia Autonoma di Trento anche talune prestazioni di pronto soccorso sono soggette a compartecipazione alla spesa:

  • Codice bianco: €25 con sola visita medica di pronto soccorso; €75.00 con prestazioni strumentali, diagnostiche, consulenze specialistiche;
  • Codice verde: non dovuto con sola visita medica di pronto soccorso; €50.00 con prestazioni strumentali, diagnostiche, consulenze specialistiche
  • Codice giallo: non dovuto
  • Codice rosso: non dovuto

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

– Delibera: n. 1862 del 27 maggio 2002

-INTERVENTO DI ELISOCCORSO CON RICOVERO IN PS O OSPEDALIERO E/O ESCURSIONINSTI INCOLUMI MA IN SITUAZIONI DI PERICOLO DI VITA:

  • € 100

-INTERVENTO DI ELISOCCORSO PER CHIAMATA IMMOTIVATA:

Costi totali dell’intervento fino a un massimale di 1000 Euro per intervento

NB: Nella Provincia Autonoma di Bolzano anche talune prestazioni di pronto soccorso sono soggette a compartecipazione alla spesa:

  • € 0 – prestazione di pronto soccorso seguita da un ricovero ospedaliero
  • € 15 – prestazione di pronto soccorso NON seguita da un ricovero ospedaliero
  • € 50 + tariffa per ogni prestazione specialistica ambulatoriale fino a un massimo di 100 Euro – casi non urgenti o non giustificati come interventi di pronto soccorso

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A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

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