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Camminare per prevenire e combattere il diabete

Categorie: Salute e Benessere
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I benefici sulla salute di uno stile di vita attivo sono noti, nuove ricerche sono intervenute nel rafforzare queste idee

Il trekking è un eccellente modo per perdere peso e migliorare il nostro stato di salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’aumento dell’obesità come una vera e propria epidemia, alla luce dei notevoli problemi che cagiona alla salute di ogni individuo.

Camminare, inoltre, aiuta a ridurre i livelli di colesterolo, causa comune di molte patologie cardiache e rappresenta una possibile complicanza a lungo termine del diabete.

Più specificamente contribuisce ad alzare i livelli dell’HDL, il c.d. colesterolo buono.

Il trekking, inoltre, aiuta a prevenire e controllare l’ipertensione.

La ricerca scientifica in questo campo conferma che camminare con regolarità riduce la pressione sanguigna sistolica e diastolica di una media di 10 mm/H.

Più specificamente, camminando si abbassa la norepinefrina plasmatica, correlata al miglioramento della pressione arteriosa.

Questi motivi dovrebbero essere più che sufficienti a spingere ciascuno di noi a programmare camminate periodiche durante la settimana, ma se non dovesse bastare abbiamo molte altre valide ragioni.

Camminare vi può aiutare a:

Oggi vogliamo parlare di un nemico particolarmente forte per la nostra salute, il diabete!

Questa patologia tende a svilupparsi in età avanzata, in presenza di fattori di rischio quali l’obesità e uno stile di vita sedentario elementi, non a caso, sempre più diffusi nelle società sviluppate, che segnano nelle loro statistiche mediche un esponenziale aumento di casi.

Camminare è importante fin dalla giovane età. foto di David McDermott https://www.flickr.com/photos/mcdermottd/

Camminare è importante fin dalla giovane età. foto di David McDermott 

Alla luce di questi dati molti governi hanno promosso programmi  di prevenzione basati sulla promozione dello sport e dell’attività fisica nel quotidiano, come generale strumento per combattere l’insorgenza di diverse patologie.

Oggi per la prima volta si è scoperta una diretta correlazione tra la quantità di attività fisica e la possibilità di scongiurare l’insorgenza del diabete, in particolare di quello di tipo 2.

→ Ne è un’esempio il programma  “Walking for health” adottato in Gran Bretagna

Sono gli studi del Pennington Biomedical Research Center di Baton Rouge, in Louisiana e della Washington University di Seattle, a chiarire definitivamente questi aspetti, in base alle ricerche svolte da queste università sarebbero sufficienti duemila passi al giorno per prevenire in modo efficace la malattia.

Spesso in passato si era ipotizzata una connessione tra vita sedentaria e l’insorgere di una lunga serie di malattie, ma per la prima volta siamo di fronte alla testimonianza di una correlazione diretta.

Camminare è anche occasione di socializzazione

Camminare è anche occasione di socializzazione

La ricercatrice Catrine Tudor-Locke, membro del team di ricerca, ha affermato che per beneficiare di effetti positivi sarebbero sufficienti appena 2000 passi al giorno che, all’incirca, corrispondono a circa un chilometro di marcia.

Queste scoperte sono utili a spiegare un elemento spesso sottovalutato, ovvero che non è necessario essere allenati come atleti professionisti per preservare la propria salute, ma bisogna guardare allo stile di vita complessivo, al modo in cui si affrontano le proprie giornate.

Come diciamo qui: Camminare ogni giorno per vivere più sereni, sani e a lungo

È necessario intervenire sulle proprie abitudini di vita, sono quelle a fare la differenza.

Non saranno le grandi camminate sporadiche a salvarvi dal diabete, ma la scelta di andare al lavoro, a fare la spesa oppure a pagare le bollette camminando oppure pedalando.

Quello che conta è lasciare lo scooter e l’auto nel parcheggio e decidere di camminare di più. Solo così è possibile intervenire su abitudini di vita negative per la nostra salute e per la collettività.

Per comprendere meglio i risultati della ricerca cerchiamo di capire, a grandi linee, come è stata concretamente realizzata.

I ricercatori si sono concentrati su una comunità di nativi americani dell’Arizona, Oklahoma, Nord e Sud Dakota, noti per essere poco propensi all’attività fisica e per gli elevati tassi di diabete.

A queste persone è stato chiesto di indossare un contapassi per una settimana per valutare in modo preciso il numero di passi fatti ogni giorno.

Le città devono essere a misura d'uomo. Foto di Patrik Nygren

Le città devono essere a misura d’uomo. Foto di Patrik Nygren

I risultati acquisiti, dopo alcune rilevazioni, mostravano come circa un quarto del gruppo effettuava pochissima attività fisica al giorno, una media di 3.500 passi quotidiani, mentre il 50% degli individui effettuava fino a 7.800 passi al giorno.

Nella fase iniziale dello studio nessuno dei partecipanti aveva il diabete.

Ciascuno di loro è stato monitorato per circa 5 anni, dopo i quali sono stati effettuati nuovi esami che hanno dimostrato l’insorgere della malattia in  243 persone.

Di questo campione di soggetti, la grande maggioranza presentava alcuni parametri ricorrenti, in particolare:

  1. Attività fisica molto scarsa,
  2. Fumatori abituali,
  3. Consumatori di alcool,
  4. Stili alimentari irregolari.

Mentre, anche in presenza di altri fattori negativi, coloro che erano dediti all’attività sportiva camminando almeno un chilometro ogni giorno avevano un’incidenza del diabete più bassa di circa il 29%.

Nonostante queste ricerche abbiano il grande merito di mettere in correlazione uno stile di vita incentrato sul movimento a piedi ed in bicicletta  con una minore incidenza del diabete (in particolare di tipo 2) ci sono, purtroppo, numerosi altri fattori che possono incidere sull’insorgere di questa patologia.

Non è possibile quindi affermare che camminare di più previene con assoluta certezza il diabete, ma i ricercatori hanno offerto spiegazioni su come il camminare possa essere d’aiuto, incidendo positivamente su molti fattori di rischio, come l’obesità. Lo studio è stato pubblicato su Diabetes Care.

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Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

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