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Lo zaino dell’escursionista fotografo

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Fotocamere, obiettivi e binocoli meritano cura e attenzione durante il trasporto. Racchiudere tutto in uno zaino dotato di scompartimenti e cinghie di fissaggio è la soluzione più comoda e sicura. Ma è difficile trovare il giusto compromesso tra le necessità del buon escursionista e le esigenze del fotografo naturalista.

Il paesaggio è quanto di più vero si possa vedere durante le nostre escursioni e insieme alla natura sono i due elementi che più di altri ci avvicinano alla fotografia. Una passione assecondata anche dal cambiamento dall’analogico al digitale, una vera rivoluzione copernicana che insieme alla “postproduzione” ha consentito di allargare il fronte dei patiti di fotografia.

Quindi, se fino a pochi anni fa il primo pensiero legato allo zaino “tutto fare” era esclusivo di una élite per pochi, soprattutto professionisti, oggigiorno il microcosmo dei fotografi escursionisti si è allargato, quindi il dubbio che attanagliava da sempre i foto-trekker, “cosa portare e dove metterlo?”, si è allargato. E nemmeno è stato risolto! Infatti, ad oggi si è arrivati a compromessi, non c’è un vero zaino che possa rispondere al tempo stesso alle esigenze dell’escursionista e del fotografo. Semplicemente, bisogna trovare il modello che fa per noi!

Nuvole (Ph Enrico Bottino)

Una cosa è certa: in montagna, soprattutto se dobbiamo superare dislivelli importanti, dobbiamo ridurre i nostri accessori al minimo indispensabile e alle utilities di cui proprio non possiamo fare a meno.

Essere leggeri” è una regola alla quale non possiamo venire a meno. 20 chili e non di più! Un obiettivo difficile da raggiungere, soprattutto quando nel minimo indispensabile rientrano anche ottiche utili alla caccia fotografica. Chi di voi rinuncerebbe ad un 300 mm per immortalare il camoscio o la marmotta programmando una gita in montagna?

La fotocamera e gli obiettivi devono restare nello zaino al riparo dagli urti accidentali (ringraziamo pertanto le imbottiture interne) e dalle cattive condizioni atmosferiche (il coprizaino fa il suo dovere). Al tempo stesso l’attrezzatura deve essere ben organizzata – in questo caso i divisori interni permettono di customizzare perfettamente l’interno in base al proprio corredo – e quando necessario a portata di mano: ad esempio, in molti casi l’accesso laterale tramite zip consente di accedere velocemente allo spazio che ospita la nostra preziosa reflex con un unico agile movimento.

L’indispensabile

Proviamo a fare un elenco, possibilmente breve, di quello che potremmo sistemare nello zaino prima della partenza:

  • corpo macchina, cuore pulsante del nostro lato creativo;
  • ottiche, possibilmente zoom per ridurre il numero di obiettivi da portarci appresso;
  • schede memory card, in abbandonza, loro non pesano;
  • filtri, ma solo quelli indispensabili. La scelta dipende dal tipo di escursione: se il fine è fotografare torrenti, cascate e zampilli d’acqua, è impensabile rinunciare al polarizzatore e ai filtri a densità neutra ND per ridurre l’intensità della luce e cogliere il movimento dell’acqua. Ovviamente, in questo caso dobbiamo preventivare un peso aggiunto: il cavalletto!
  • video camera, ma fortunatamente le digitali di nuova generazione fanno anche le riprese video… meno peso, ben venga.

Il resto possiamo lasciarlo a casa, nel rifugio o in albergo, servirà a fine escursione:

  • computer portatile;
  • tablet;
  • hard drive esterno per scaricare le foto (le potete archiviare direttamente in rete su Drive).

A questo punto non resta che testare lo zaino in base alla comodità e alla sua capienza – definita in litri – che deve prevedere non solo l’attrezzatura fotografica ma tutto l’occorrente per portare a termine l’escursione senza incovenienti (guscio, indumenti di ricambio, viveri, cartine e tutto il necessario per ogni evenienza). A grandi linee uno zaino per l’escursione giornaliera non deve superare i 30 – 35 litri di capacità (rispetto a 15 anni fa ormai è tutto miniuterizzato, studiato per essere leggero e poco ingombrante), se invece prevediamo di dormire in rifugio lo zaino ideale deve avere una capienza variabile da 40 a 50 litri. Se poi l’intento è quello di camminare per più giorni in piena autonomia campeggiando o bivaccando all’aperto, il volume dello zaino sale oltre i 60 litri, dovendo prevedere anche la tenda, sacco a pelo, fornelletto e scorte di viveri.

Considerando la grande varietà di prodotti disponibili, è importante focalizzare l’attenzione sui diversi fattori che possono rivelarsi determinanti nella scelta finale dello zaino fotografico.

  • Forma

Gli zaini escursionistici dell’ultima generazione  si sviluppano soprattutto in verticale, presentano una forma più allungata e compatta. Alla forma dello zaino contribuiscono anche gli spallacci che devono essere imbottiti e regolabili per vestire bene le clavicole, la cinghia pettorale se presente serve per mantenere “in assetto” lo zaino e al tempo stesso per “appoggiarci” la digitale e allentare il fastidio trasmesso dalla cinghia del corpo macchina sul collo. Le cinghie di richiamo sulla parte superiore dello zaino servono a bilanciare meglio il peso e il carico sulle spalle. Anche la cinghia ventrale è utile per la stabilità dello zaino ma anche per scaricare in vita il carico sulle spalle.

  • Peso

Il peso lo sappiamo è importante, pertanto il materiale deve essere leggero e resistente. Il tessuto non deve essere necessariamente impermeabile, in questo caso ci viene in soccorso i “coprizaino”, un accessorio che consente di proteggere il contenuto dello zaino dalla pioggia.

  • Organizzazione degli spazi

Un volume interno deve essere riservato al nostro prezioso materiale fotografico: tasche e compartimenti imbottiti devono essere organizzati al meglio per proteggerlo dall’acqua, dalla polvere e da urti accidentali contro roccia e alberi. Quindi la suddivisione in scomparti per riporre correttamente gli obiettivi senza che subiscano urti accidentali è la condizione principale per uno zaino fotografico. Non solo: l’attrezzatura deve essere sempre a portata di mano, farsi cogliere impreparati da una marmotta è un’onta difficile da dimenticare.

  • Schienale ergonomico

Lo schienale è importante e ancor di più se si tiene lo zaino a lungo sulle spalle. Questo non deve essere necessariamente imbottito, anzi, tale struttura potrebbe impedire la libera circolazione dell’aria, comportando una eccessiva sudorazione della schiena. Quindi lo zaino “tutto fare” deve adattarsi al proprio corpo con la possibilità di far respirare la schiena, per questo la scelta del materiale e della struttura è molto importante. Ad esempio, ci sono zaini che hanno una rete traforata che appoggia sul dorso distanziando il carico dalla schiena, oppure materiale indeformabile nelle zone di appoggio leggermente in rilievo. Ultimamente, per zaini da escursionismo leggero da 25 – 30 litri le ditte adottano la struttura rigida che consente di distanziare lo zaino dalla schiena, questo però non è possibile per gli zaini fotografici poiché l’arco che si deve creare tra il dorso dello zaino e la schiena ridurrebbe ai minimi termini lo spazio interno utile per le nostre ottiche.

  • Spallacci, cinghie, fettucce e cintura

Oltre allo schienale sono importanti anche gli spallacci che devono avere la possibilità e l’ergonomia adatta per essere regolati alla forma delle proprie spalle e vestire comodamente sopra le clavicole. Non devono essere troppo duri ma neanche troppo morbidi, l’ideale sono quelli imbottiti a dovere per evitare i dolorosi e fastidiosi segni sulle spalle. La cinghia sulla parte anteriore dello zaino è utile per dare maggiore stabilità al carico e nel caso degli zaini fotografici serve anche per trasportare la fotocamera in sicurezza – non la fa ondeggiare durante la camminata – evitando di affaticare il collo. Sono importanti anche le cinghie per il richiamo del carico che si possono regolare per scaricare la pressione dalle spalle. Anche la cintura, possibilmente grossa e robusta, facilmente regolabile, consente di alleggerire la schiena scaricando il peso sul bacino; di solito la cintura presenta anche gangetti e piccole tasche laterali per accessori di dimensioni modeste, come schede di memoria, comando remoto oppure filtri. Lo zaino fotografico deve avere anche delle fettucce regolabili e clip, utili per aggiungere treppiede e bastoncini.

  • Cerniere

Le cerniere che danno accesso al vano fotografico devono essere robuste, fluide e molto resistenti; non c’è niente di peggio di trovare una zip che non tiene o una cucitura che si sfilaccia perché non resiste al peso dell’accessorio.

Vediamo ora qualche consiglio per gli acquisti: nella scelta dovete sempre valutare non solo le caratteristiche dello zaino ma anche l’uso che dovete farne e in quale stagione  si utilizzerà (escursioni invernali richiedono uno zaino più capiente poiché deve accogliere pile, giacche a vento, guanti, capellino e indumenti più voluminosi rispetto a quelli estivi). Altro aspetto importante da considerare: se viaggiate tanto in aereo accertatevi sempre che lo zaino sia trasportabile come bagaglio a mano, quindi nella scelta fate particolare attenzione alle dimensioni.

Lowepro – II BP 200 AW

Da decenni LOWEPRO è un punto di riferimento per l’outdoor, e la linea Foto Sport è dedicata a chi, nell’ambiente naturale, non sa rinunciare al proprio corredo fotografico. Il modello II BP 200 AW è progettato per proteggere l’attrezzatura fotografica in appositi scomparti, e tutte cose essenziali per un’escursione. Camminare, correre in mountain bike, sciare con questo zaino sulla schiena offre la massima garanzia di protezione alle attrezzature delicate grazie ai vani imbottiti adatti a fotocamere reflex e videocamere, mentre tutto il resto dell’attrezzatura trova spazio nella parte superiore dello zaino e in molti agganci esterni. Nessun problema neppure con le intemperie, perchè la cover All Weather AW™ salvaguarda foto e attrezzi personali da pioggia, neve, polvere e sabbia.

Numerosi punti di attacco esterni consentono di fissare allo zaino il treppiede o i bastoncini da trekking, mentre la tasca frontale può ospitare un casco, una giacca leggera, guanti, e attrezzature per la vostra passione preferita. La fascia lombare ospita due comode tasche laterali con zip per avere sempre sottomano tutti gli accessori indispensabili (compresa l’immancabile barretta energetica!). Lo schienale, gli spallacci e la fascia ventrale consentono la personalizzazione per ottenere un fit perfetto su ogni schiena. Il LOWEPRO II BP 200 AW è già predisposto per alloggiare un serbatoio Camelbak® o Platypus® (non inclusi) da 2 litri, in una tasca “idratazione” dedicata. Se avete maggiori esigenze in termini di spazio c’è anche il II BP 300 AW.

Lowepro – Photo Hatchback AW II

Questo nuovo modello è leggero e versatile, infatti ha spazio a sufficienza per trasportare una reflex con ottica innestata insieme a uno o a più obiettivi aggiuntivi, un tablet, accessori vari ed effetti personali. I due Photo Hatchback AW 150 oppure 250 II non possono definirsi zaini da trekking, seppure il pratico sistema di estrazione del vano interno dentro il quale si ripone il corredo fotografico li possa trasformare in pochi attimi in comodi e robusti zaini per il tempo libero.

Abbiamo creato la prima serie Hatchback AW nel 2012 offrendo ai fotografi e agli appassionati di fotografia una soluzione resistente al tempo e alle più impegnative condizioni meteo, e nel contempo la massima versatilità grazie allo scompartimento interno removibile”. Afferma Lowepro. “Con la nuova generazione Photo Hatchback AW II abbiamo fatto di più, realizzando uno schienale imbottito più confortevole ed elementi riflettenti ad alta visibilità, a tutto vantaggio della comodità e della sicurezza”.

Il termine “hatch” nei Photo Hatchback AW II si riferisce alla sicura e discreta apertura dotata di cerniera zip che si trova nella parte bassa dello schienale da cui si accede al contenitore removibile e configurabile mediante divisori riposizionabili. Una ulteriore superficie interna separa il modulo fotografico dalla spazio soprastante.

Gli zaini della serie Photo Hatchback AW II dispongono inoltre di tasche imbottite in cui conservare un tablet con diagonale da 7 a 10 pollici e della copertura impermeabile Cover AW da usare in caso di pioggia. Il materiale utilizzato per realizzare lo schienale assicura la massima ventilazione, mentre le cinghie anteriori da fissare al petto e ai fianchi rendono il trasporto più leggero. Varie tasche per oggetti personali e il vano esterno dove alloggiare una bottiglietta d’acqua completano la dotazione.

Gli zaini sono disponibili in due differenti modelli: il Photo Hatchback 150 AW II può contenere una reflex di dimensioni compatte, un obiettivo aggiuntivo, una action camera, accessori e un tablet da 8 pollici; il Photo Hatchback 250 AW II è pensato per trasportare una reflex di maggiori dimensioni con obiettivo innestato, due ottiche aggiuntive, una action camera, diversi accessori, effetti personali e un tablet da 10 pollici.

Lowepro – Tahoe BP 150

Leggero, pratico e resistente, lo zaino fotografico Lowepro Tahoe BP 150 è dedicato agli appassionati che vogliono trasportare con la fotocamera e i suoi accessori anche oggetti personali e per il tempo libero. Perfetto per sessioni fotografiche di durata giornaliera, è disponibile nei colori nero, rosso e blu ed è realizzato con materiali resistenti anche agli agenti atmosferici. Le due tasche laterali prive di cerniera consentono il trasporto e l’accesso immediato a thermos e bottiglie mentre la tasca anteriore esterna dotata di zip consente di riporre mappe, guide turistiche e piccoli oggetti e di averli sempre a portata di mano.

La cerniera che corre lungo il perimetro del Tahoe BP 150 permette di accedere al contenuto interno. Qui una serie di divisori dotati di velcro e quindi riposizionabili consente di suddividere lo spazio e di assegnarne una parte all’attrezzatura fotografica (reflex, mirrorless, flash, caricabatteria e un paio di obiettivi), l’altra agli oggetti personali. Sono possibili due configurazioni che permettono di aumentare le dimensioni della prima in favore della seconda e viceversa.

Il Tahoe BP 150 è quindi comodo per trasportare anche occhiali da sole, chiavi, piccoli snack, lattine di bibite e quant’altro serva a rendere piacevole lo shooting fotografico. La seconda cerniera permette invece di accedere a un insieme di tasche interne la più grande delle quali è progettata per ospitare un tablet da 10 pollici, strumento sempre più indispensabile ai fotografi che archiviano sul posto le immagini e apportano le prime modifiche. Nella altre tasche si possono conservare lo smartphone, le schede di memoria, una piccola torcia, delle penne e così via. Il tutto in totale sicurezza grazie alle cinghie laterali a scatto che rendono più difficoltosa l’apertura imprevista e indesiderata dello zaino. Lo schienale e gli spallacci sono infine imbottiti per il massimo comfort d’uso.

Della serie Tahoe fanno anche parte i due pratici astucci 15 II e 25 II, disegnati rispettivamente per custodire fotocamere compatte tascabili o di livello superiore come le superzoom Nikon Coolpix S7000 e S9900. Disponibili in nero e in rosso sono entrambi dotati di tasca esterna con zip per lo stivaggio di memory card e piccoli filtri.

 

Lowepro – ViewPoint BP 250 AW

Lo zaino modulare ViewPoint BP 250 AW fornisce a fotografi e videomaker una soluzione in cui conservare gli effetti personali e tutto ciò che serve per affrontare la giornata, includendo uno spazio dedicato – quello sottostante e accessibile tramite cerniera zip – in cui riporre una seconda borsa speciale. Questa può contenere fino a tre kit completi di action camera, cavi, caricabatteria, treppiedi e memory card.

La parete interna che separa i vani può essere rimossa ampliando la capacità totale dello zaino che diventa perfetto anche per il tempo libero. Il ViewPoint BP 250 AW è realizzato con i migliori materiali sul mercato e mette a disposizione utili tasche interne ed esterne e una cinghia a scomparsa alla quale assicurare per esempio uno skateboard. La parte a contatto con la schiena e gli spallacci sono imbottiti.

 

Manfrotto MB OR-BP-20RS 

Uno zaino specificamente progettato per l’escursionismo e la fotografia, realizzato con materiali di alta qualità e con grande attenzione per l’ergonomia e il comfort. Questo modello della Manfrotto dispone di un pratico accesso laterale alla fotocamera e di un inserto rimovibile altamente protettivo dotato della tecnologia Manfrotto Protection System. Lo zaino è perfetto per una DSLR con obiettivo in kit e obiettivo addizionale. L’innovativa tracolla, posizionata sulla parte anteriore dello zaino, permette di trasportare la fotocamera in sicurezza, evitando di affaticare il collo. Tra le altre caratteristiche: divisori intercambiabili facili e pratici da usare, tessuto è traspirante e al tempo stesso idrorepellente, copertura antipioggia inclusa, connessione opzionale per attaccare esternamente un treppiedi. Inoltre questo zaino è trasportabile come bagaglio a mano in aereo.

 

AmazonBasics – Zaino per fotocamera, serie Hiker

Questo zaino fotografico è  stato realizzato per chi voglia portare con sé obiettivi specifici, poco peso, ma anche vestiti o accessori di vario tipo. Infatti è dotato di due scompartimenti: quello inferiore a sua volta suddiviso in altri 3, in cui è possibile inserire corpo macchina e tre obiettivi, oppure flash, gymbal o altri dispositivi. Quello superiore è invece un unico spazio in cui riporre vestiti, giacca, accessori più ingombranti. Una tasca laterale imbottita e dalla conformazione personalizzabile garantisce un accesso facile alla fotocamera.

La parte posteriore è ben imbottita, e lateralmente c’è anche una cerniera che nasconde una tasca in grado di ospitare un portatile o tablet fino a 13/14 pollici. E’ sufficientemente traspirante. Nella parte inferiore invece è possibile collocare un cavalletto o monopiede e fissarlo grazie a due ganci. Ovviamente se opteremo per questa scelta non potremmo appoggiare lo zaino per terra, ma il posizionamento aiuterà ad avere una massa molto bilanciata sulle nostre spalle, aumentando il comfort di marcia. Come tutti gli zaini di questo tipo ci sono anche due ganci che vanno a stringere il petto e l’addome in modo da rendere più stabile il carico. Copertura antipioggia inclusa.

 

Testo di Enrico Bottino

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

2 comments

  1. Cesare Re 26 Novembre, 2018 at 15:03 Rispondi

    Non esiste, ad oggi, uno zaino fotografico, da montagna, ovvero che si possa utilizzare per trekking, con lo spazio per l’attrezzatura fotografica e il normale equipaggiamento da montagna. Gli zaini fotografici non hanno spazio per vestiti, sacco a pelo, attrezzi da montagna. L’unica, ancora oggi, è inserire la borsa fotografica in un normale zaino da montagna, oppure riporre ottiche e accessori in custodie singole, da porre poi nello zaino da trekking.

    • Enrico Bottino 26 Novembre, 2018 at 15:26 Rispondi

      Sono sempre andato in montagna e sempre con la reflex analogica e gli obiettivi appreso. Le ho provate tutte, anche i marsupi, posso assicurare che negli ultimi anni alcune aziende serie hanno prodotto buoni compromessi tra l’esigenza dell’escursionista e quella del fotografo naturalista. Ho provato più zaini e in base alla mia esperienza posso dire che ci sono zaini (pochi) che possono accontentare sia Enrico Bottino escursionista che Enrico Bottino fotografo 🙂 Naturalmente non bisogna confondere quella che è una “escursione a piedi” con quella che definirei “escursione fotografica”: il mio articolo, tengo a precisare, è rivolto a chi soprattutto va a camminare e si fa magari 4 – 5 ore di escursione (prima motivazione) durante la quale desidera fotografare anche l’ambiente e la natura (seconda motivazione, in ordine perfetto di desiderio). L’articolo non è rivolto invece a chi vuole soprattutto fotografare anziché camminare (ad esempio, coloro che fanno caccia fotografica o macrofotografia), e se lo fanno, lo fanno per mezz’ora, un’ora al massimo. Ovviamente, in tal caso si presuppone un carico di attrezzatura (obiettivi, flash, cavalletto, ecc) superiore a chi vuole soprattutto fare una escursione in natura.

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